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22/10/2026 14:56:00

Per i giovani l’esercito, per i tir i soldi. Il governo vara gli aiuti contro il caro gasolio

Per i giovani, l’esercito. Per i tir, i soldi. In appena quarantotto ore il governo Meloni ha dato due risposte molto diverse alle proteste che attraversano l’Italia. Davanti alla rabbia dei ragazzi, che scendono in piazza anche contro il carovita, le difficoltà della scuola e la mancanza di prospettive, ha varato un nuovo decreto sicurezza, introdotto altri reati e disposto l’invio di 500 paracadutisti della Folgore a Milano. Davanti alla protesta degli autotrasportatori, invece, ha aperto il portafoglio.

Naturalmente, devastare negozi e aggredire le forze dell’ordine è un reato e va perseguito. Così come impedire con la forza a un camionista di lavorare. Ma il confronto tra le due risposte politiche è difficile da ignorare: da una parte più militari, fermi preventivi e nuove sanzioni penali; dall’altra crediti d’imposta, contributi e agevolazioni.

Martedì 20 ottobre il Consiglio dei ministri ha approvato il nuovo decreto sicurezza. Giovedì 22 è arrivato quello per sostenere autotrasporto, agricoltura e pesca, dopo sei giorni di proteste che hanno paralizzato una parte del Mezzogiorno.

 

Il decreto contro il caro gasolio

 

Il provvedimento approvato giovedì 22 ottobre prevede nuovi interventi per compensare gli aumenti del carburante.

Tra le risorse stanziate figurano 45,2 milioni di euro per il credito d’imposta degli autotrasportatori, 60 milioni per le aziende agricole e 10 milioni per la pesca, per un totale di 115,2 milioni. A questi si aggiungono altri 60 milioni per il credito d’imposta relativo al gasolio acquistato dagli autotrasportatori tra settembre e i primi giorni di ottobre.

Per le imprese di trasporto il governo ha inoltre annunciato lo sblocco dei pagamenti arretrati, portando a circa 480 milioni di euro le risorse disponibili per compensare i maggiori costi del carburante sostenuti da marzo ad agosto 2026.

Secondo il viceministro delle Infrastrutture Edoardo Rixi, i primi crediti dovrebbero essere disponibili per le aziende già dalla prossima settimana. Le domande presentate interessano circa 32 mila imprese.

 

Aiuti anche ai piccoli trasportatori: leasing sospesi

 

Una parte delle misure riguarda i cosiddetti padroncini, piccoli imprenditori dell’autotrasporto che possiedono uno o pochi camion e che spesso utilizzano mezzi più vecchi, esclusi dagli incentivi sul gasolio riservati ai veicoli meno inquinanti.

Per queste aziende arriva la possibilità di sospendere fino al 31 marzo 2027 il pagamento dei canoni di leasing dei mezzi in scadenza tra novembre 2026 e marzo 2027.

Il decreto prevede anche strumenti per adeguare il costo del trasporto agli aumenti del carburante, in modo che i rincari non ricadano interamente sulle imprese che effettuano le consegne.

L'obiettivo è sostenere soprattutto chi, con il gasolio sopra i due euro al litro, fatica ormai a coprire le spese di esercizio.

 

 

Agricoltura e pesca, altri 70 milioni

 

Per le aziende agricole sono previsti 60 milioni di euro, da distribuire attraverso Agea, per sostenere le spese di acquisto del gasolio.

Secondo il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, il contributo potrà arrivare fino a 45 centesimi per litro e interesserà circa 121 milioni di litri di carburante, coprendo le spese sostenute fino al 15 ottobre.

Alla pesca sono destinati altri 10 milioni di euro, attraverso contributi a fondo perduto per compensare parte dei maggiori costi del carburante.

Anche i pescatori, nelle ultime settimane, hanno protestato contro gli aumenti, lasciando ferme le imbarcazioni in diversi porti italiani.

 

In Sicilia sospesi i blocchi dei tir

 

Intanto, in Sicilia, la protesta degli autotrasportatori sembra essersi conclusa, almeno per il momento.

Martedì 20 ottobre il Comitato trasportatori siciliani (Cts), guidato da Salvatore Bella, aveva annunciato la revoca del fermo dopo l’incontro con il ministro Matteo Salvini.

Una decisione che, inizialmente, non aveva convinto tutti. L’Associazione imprese autotrasportatori siciliani (Aias), guidata da Giuseppe Richichi, aveva infatti mantenuto alcuni presidi lungo l’autostrada Messina-Catania, davanti al porto di Palermo e in altri punti dell’Isola.

La svolta è arrivata nella tarda serata di mercoledì 21 ottobre, dopo un incontro in Prefettura a Catania.

«Abbiamo deciso di revocare il blocco dei tir poiché abbiamo ricevuto delle rassicurazioni da parte del prefetto che anche noi siederemo ai tavoli nazionali per i confronti sul tema dell’autotrasporto», ha spiegato Richichi.

La situazione è dunque in via di normalizzazione. Restano però le conseguenze di quasi una settimana di fermo: scaffali vuoti nei supermercati, ritardi nelle consegne, difficoltà nei rifornimenti e danni economici per commercianti e produttori.

La ripresa della circolazione dei camion dovrebbe consentire di recuperare gradualmente le forniture, soprattutto di prodotti freschi.

 

 

Intanto a Milano arrivano 500 paracadutisti

 

C’è però l’altra faccia di queste giornate di protesta.

Mentre per gli autotrasportatori vengono stanziati nuovi fondi, dopo gli scontri di Milano il governo ha approvato un decreto sicurezza che introduce il reato di violenza organizzata durante le manifestazioni pubbliche, estende il ricorso ai fermi preventivi e inasprisce le misure nei confronti dei minorenni coinvolti in episodi di violenza.

Il provvedimento dispone inoltre l’invio a Milano di 500 paracadutisti della Folgore, che affiancheranno le forze dell’ordine fino alla fine dell’anno nell’ambito dell’operazione Strade Sicure.

Il nuovo reato riguarda specifiche condotte violente durante le manifestazioni, con pene che possono arrivare a cinque anni di reclusione. Non riguarda, dunque, chi partecipa pacificamente a un corteo. Resta però la scelta politica di rispondere a una stagione di tensione sociale soprattutto attraverso un ulteriore intervento penale.

E così, mentre il governo trova nuove risorse per affrontare la crisi di un settore produttivo, torna la domanda su quali risposte intenda offrire alle difficoltà economiche e sociali delle nuove generazioni.

Perché il problema dei giovani che non riescono a mantenersi, a trovare un lavoro dignitoso o a immaginare un futuro non si risolve con cinquecento paracadutisti. E neppure aggiungendo un altro reato al codice penale.

Il gasolio, intanto, continua a costare caro per tutti. Anche per chi non possiede un camion.