Sette elettricisti argentini sono già arrivati in Sicilia e sono stati assunti. Altri diciotto sono attesi nelle prossime settimane. Per trovare il personale qualificato di cui hanno bisogno, alcune imprese siciliane hanno allargato la ricerca fino all’altra parte dell’Atlantico.
Le prime assunzioni sono state effettuate da aziende associate alla delegazione di Caltanissetta di Sicindustria, che si sono impegnate a inserire anche il secondo gruppo di lavoratori. È il primo risultato di un progetto che collega formazione all’estero e occupazione nelle imprese dell’Isola.
Il progetto con Osmosi
Il programma è stato avviato nel 2025 insieme a Osmosi, agenzia per il lavoro di Caltanissetta associata a Sicindustria. L’obiettivo dichiarato è rispondere alla difficoltà delle aziende nel reperire figure professionali con le competenze richieste.
L’iniziativa raccoglie l’invito del presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, a favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro.
«La difficoltà di reperire personale qualificato incide sulla capacità delle imprese di crescere e competere. Occorre costruire percorsi che mettano in relazione formazione, competenze e lavoro, anche superando i confini nazionali», spiega Luigi Rizzolo, presidente di Sicindustria, l’associazione degli industriali di sette province siciliane, tra cui Trapani.
La replica degli enti: guardare anche alla formazione in Sicilia
L’annuncio ha aperto un confronto con le associazioni degli enti di formazione professionale siciliani. In un comunicato congiunto, sei organizzazioni chiedono un maggiore raccordo tra imprese e sistema formativo, richiamando gli investimenti pubblici già avviati nell’Isola.
A firmare la nota sono Gabriele Albergoni di CENFOP Sicilia, Joseph Zambito di ANFOP Sicilia, Benedetto Scuderi di ASEF, Tony Marfia di Federterziario, Emilio Romano di FormaRE e Gabriele Leanza di FORMA Sicilia.
I rappresentanti precisano di non mettere in discussione la legittimità del reclutamento all’estero e riconoscono che la difficoltà delle imprese nel trovare personale qualificato è reale. Chiedono però di conoscere e valorizzare anche le professionalità che si stanno preparando in Sicilia.
«Prima di cercare professionalità a migliaia di chilometri di distanza, è necessario conoscere e valorizzare quelle che la Sicilia sta già formando», scrivono.
Per gli elettricisti 110 edizioni di corsi finanziate
Il dato più direttamente collegato al progetto di Sicindustria riguarda gli addetti agli impianti elettrici civili e industriali: secondo le associazioni, sono 110 le edizioni corsuali finanziate, con una capacità formativa potenziale di oltre mille persone, ipotizzando almeno dieci partecipanti in media per corso.
Una capacità potenziale, dunque: il comunicato non indica quanti siano gli iscritti effettivi, quanti abbiano già conseguito la qualifica e quando termineranno i singoli percorsi.
Sono elementi necessari per capire con quali tempi la formazione possa rispondere alle richieste delle aziende. Il numero dei corsi finanziati, da solo, non permette infatti di stabilire quanti elettricisti siano già disponibili per un’assunzione.
Quasi 24,5 milioni per edilizia, impiantistica e meccanica
Le associazioni richiamano l’Avviso 1/2026 POC, attraverso il quale la Regione finanzia percorsi di qualificazione inseriti nel Catalogo regionale dell’offerta formativa e finalizzati a rafforzare l’occupabilità in Sicilia.
Secondo i dati riportati nella nota, quasi 24,5 milioni di euro sono stati assegnati a 307 edizioni formative nei tre comparti:
- 8,7 milioni di euro per edilizia e costruzioni;
- 11,6 milioni per impiantistica;
- 4,2 milioni per meccanica e lavorazioni collegate, comprese saldatura e saldocarpenteria.
Le organizzazioni esprimono un giudizio positivo sulla programmazione del governo regionale, attribuendo al presidente Renato Schifani e all’assessore all’Istruzione e alla Formazione professionale Mimmo Turano un maggiore orientamento delle risorse verso questi settori.
Una scelta che, nella loro valutazione, supera la precedente concentrazione di finanziamenti in altri ambiti, tra cui i servizi alla persona, e avvicina l’offerta formativa ai fabbisogni delle imprese.
Accanto agli elettricisti, i percorsi riguardano professionalità delle costruzioni, della meccanica, della saldatura, dell’impiantistica energetica e della manutenzione. La richiesta delle associazioni è che questi investimenti diventino occasioni concrete di lavoro, attraverso un confronto più stretto con chi deve assumere.
Il tema al Forum di Taormina
Il rapporto tra formazione, competenze e imprese è anche al centro dell’Education & Open Innovation Forum 2026, in programma giovedì 22 e venerdì 23 ottobre al Palazzo dei Congressi di Taormina.
L’appuntamento di Confindustria è dedicato al ruolo delle persone e dell’innovazione nella crescita del sistema produttivo. Il caso degli elettricisti porta al confronto una domanda concreta: come collegare i tempi e i contenuti dei percorsi formativi alle necessità delle aziende.
Con l’Argentina anche “Ponti di carta”
Parallelamente al progetto occupazionale, Sicindustria e Sfc – Sistemi Formativi Confindustria, entrambe presiedute da Rizzolo, si sono impegnate a sostenere la spedizione di libri alle scuole italiane in Argentina.
L’iniziativa, chiamata “Ponti di carta”, è promossa da Angelo Melillo, dirigente scolastico in servizio presso i Consolati generali d’Italia a La Plata e Bahía Blanca.
Un primo lotto di 300 volumi, raccolto dall’Istituto comprensivo Valle Vitulanese di Tocco Caudio, nel Beneventano, attende la spedizione, finora frenata dai costi logistici. I libri sono già sistemati in sette scatoloni e accompagnati dalle lettere dei bambini. Alla raccolta partecipa anche l’Istituto comprensivo Giovanni Pascoli di Benevento.