La maggioranza all’ARS fa pace, è solo un altro modo per dimostrare che ci si compatta in vista della manovrina, in verità il fuoco amico è dentro ogni partito.
Ha cercato di blindarsi il governatore Renato Schifani incontrando il presidente dell’Assemblea Gaetano Galvagno. Sono giorni difficili per la manovra, per gli equilibri, per la fase pure di avvio della campagna elettorale.
Ammonta a circa 80 milioni di euro il fondo per gli interventi territoriali.
In queste vicende politiche il leader di Controcorrente, Ismaele La Vardera, ha già detto chiaro che è pronto a portare tutto in Procura: «È giusto che i siciliani sappiano perché i deputati della maggioranza sono così compatti. Talmente tanto che è la sesta volta che hanno votato uniti, superando anche il voto segreto».
Reazioni
Non si fanno attendere le reazioni politiche alla manovra regionale, con le opposizioni che alzano il livello dello scontro e accusano il centrodestra di voler trasformare la variazione di bilancio in uno strumento di consenso elettorale. Nel mirino, soprattutto, i Fondi per gli investimenti territoriali (Fit), ribattezzati dalle opposizioni «mancette», e una serie di interventi giudicati privi del carattere di urgenza.
Particolarmente duro il Movimento 5 Stelle. Il capogruppo all'Ars, Antonio De Luca, sottolinea come la maggioranza di Schifani abbia ritrovato una compattezza mai dimostrata nel corso della legislatura, superando indenne numerosi voti segreti. Una coesione che, secondo il parlamentare pentastellato, sarebbe alimentata proprio dalle risorse che i deputati del centrodestra puntano a destinare ai territori in vista delle prossime elezioni. De Luca accusa inoltre gli esponenti della maggioranza di non aver avanzato proposte né in commissione Bilancio né in Aula, limitandosi ad attendere l'approvazione delle norme sui Fit. Il Movimento annuncia battaglia parlamentare, anche attraverso votazioni separate e interventi su ogni singola disposizione, chiedendo di eliminare gli stanziamenti non essenziali e di concentrare le risorse sulle vere emergenze dell'Isola.
Sulla stessa linea il coordinatore regionale del M5S e vicepresidente dell'Ars, Nuccio Di Paola, che invita Schifani a imporre uno stralcio delle norme non urgenti e a destinare maggiori risorse ai settori in difficoltà: 50 milioni per il comparto cerealicolo, 30 milioni contro il caro gasolio, oltre a interventi per la pesca, gli assistenti all'autonomia e alla comunicazione, le scuole e i territori di Marsala e Petrosino colpiti dalle emergenze meteorologiche. Il deputato Luigi Sunseri contesta invece la stessa impostazione della manovra, osservando come molte disposizioni, dai finanziamenti per iniziative locali agli interventi su singole strutture, non abbiano alcuna reale urgenza né una ricaduta significativa sulla crescita economica della Sicilia.
Critiche arrivano anche dal Partito Democratico. Il deputato regionale Nello Dipasquale definisce una «norma spot» lo stanziamento di nove milioni di euro destinato ai contributi in conto interessi per i giovani che acquistano la prima casa. Una misura che, secondo il parlamentare dem, avrebbe potuto trovare spazio nella prossima Finanziaria, lasciando nell'immediato quelle risorse a comparti in sofferenza come l'autotrasporto e la pesca.
Di segno opposto la posizione di Marianna Caronia, deputata regionale di Noi Moderati, che esprime apprezzamento per l'impegno del presidente Schifani sul fronte occupazionale. In particolare, Caronia saluta positivamente la convocazione delle organizzazioni sindacali a Palazzo d'Orléans per il 27 ottobre e l'annunciato inserimento nella prossima manovra della norma per la stabilizzazione a 36 ore dei lavoratori ex Pip ed ex Keller. Un passaggio che, secondo la parlamentare, rappresenta l'avvio di un confronto indispensabile per garantire certezze e stabilità a centinaia di famiglie siciliane.
Il confronto politico, dunque, si gioca su due piani: da una parte le opposizioni che chiedono di utilizzare le risorse disponibili per affrontare le emergenze economiche e sociali, dall'altra una maggioranza che rivendica gli interventi programmati e le risposte sul fronte occupazionale. Sullo sfondo resta una questione tutta politica: stabilire se questa manovra debba servire a fronteggiare le urgenze della Sicilia o a consolidare gli equilibri della maggioranza in vista dei prossimi appuntamenti elettorali.