Turismo, tante donne al lavoro ma poche al comando: dirigenti solo nel 28% dei casi
Sono la maggioranza dei lavoratori del settore turistico, ma quando si tratta di occupare ruoli dirigenziali la loro presenza si riduce drasticamente. È il paradosso di un comparto che continua a crescere, che si affida quotidianamente alle competenze femminili, ma che fatica ancora a riconoscerne pienamente il valore nelle posizioni decisionali.
Un divario che riguarda l’intero Paese e che apre una riflessione anche sul futuro dell’industria turistica siciliana, dove l’ospitalità rappresenta una delle principali opportunità di sviluppo economico e occupazionale.
A riportare l’attenzione sulla questione è stata Rosa Di Stefano, presidente di Federalberghi Palermo e vicepresidente di Federalberghi Sicilia, intervenuta a Zafferana Etnea, in provincia di Catania, al congresso di Ada Sicilia, l’associazione dei direttori d’albergo.
I numeri del divario
I dati restituiscono una fotografia piuttosto eloquente. Secondo il rapporto SRM 2026 “Turismo, Imprese & Territorio”, elaborato da Federalberghi sulla base dei dati Inps del 2025, le donne rappresentano il 51,7% dei lavoratori dipendenti del turismo italiano, ma soltanto il 28,4% dei dirigenti.
La presenza femminile raggiunge il 64,7% tra gli impiegati, mentre scende al 39,4% tra i quadri, per ridursi ulteriormente nei ruoli di vertice.
Numeri che evidenziano come la partecipazione delle donne al mercato del lavoro non corrisponda necessariamente a pari opportunità di avanzamento professionale. Più si sale nella gerarchia aziendale, più la componente femminile perde rappresentanza.
È il fenomeno del cosiddetto tetto di cristallo, quella barriera spesso invisibile che continua a ostacolare l’accesso delle donne alle posizioni di maggiore responsabilità, anche quando possiedono esperienza, preparazione e competenze adeguate.
La contraddizione
Il turismo è uno dei comparti nei quali il contributo delle donne risulta particolarmente rilevante. Dall’accoglienza alla gestione amministrativa, dall’organizzazione dei servizi al coordinamento delle attività alberghiere, la presenza femminile è determinante per il funzionamento delle strutture ricettive.
Eppure, questa centralità operativa non trova un corrispondente riconoscimento nei livelli più alti della gestione aziendale.
«Il turismo è un settore nel quale le donne sono protagoniste ogni giorno. Le troviamo nell’accoglienza, nell’amministrazione, nell’organizzazione, nella gestione dei servizi, spesso in posizioni che richiedono competenze elevate e grandi responsabilità. Eppure, quando arriviamo ai vertici, la loro presenza si riduce drasticamente», ha osservato Rosa Di Stefano.
Una contraddizione che, secondo la presidente di Federalberghi Palermo, non può essere ignorata da un sistema economico che punta sulla qualità dell’offerta e sulla competitività delle imprese.
«Il turismo sa dare lavoro alle donne. Ora deve dimostrare di saper dare loro anche il potere di decidere».
La sfida della Sicilia
La questione assume un significato particolare in Sicilia, dove il turismo costituisce una leva strategica per la crescita economica e per la valorizzazione del territorio.
La sfida non riguarda esclusivamente la capacità delle imprese di creare nuovi posti di lavoro, ma anche la qualità delle opportunità professionali offerte e la possibilità di costruire percorsi di carriera che consentano alle donne di accedere ai livelli decisionali.
I dati presentati al congresso riguardano il panorama nazionale e non consentono, da soli, di quantificare il divario specifico nell’Isola. Tuttavia, pongono un interrogativo anche al sistema ricettivo siciliano: quanto spazio viene realmente riconosciuto alle professionalità femminili nella direzione delle strutture alberghiere e nella gestione delle imprese turistiche?
Per un territorio che ambisce a rafforzare la propria competitività internazionale, investire sulle competenze significa anche evitare che una parte importante del capitale umano incontri ostacoli nella crescita professionale.
Una nuova idea di leadership alberghiera
Nel suo intervento, Rosa Di Stefano ha richiamato anche la necessità di ripensare il concetto stesso di leadership nel settore dell’ospitalità.
«Un direttore bravo fa funzionare un albergo. Un grande direttore fa crescere le persone che lo faranno funzionare anche quando lui non ci sarà».
Un modello di gestione che valorizza non soltanto i risultati economici e organizzativi, ma anche la capacità di formare nuove professionalità, riconoscere il merito e favorire percorsi di crescita all’interno delle aziende.
Non si tratta, dunque, di rivendicare incarichi sulla base del genere, ma di creare condizioni nelle quali preparazione, talento e responsabilità possano tradursi nelle medesime opportunità di carriera.
Il vero cambiamento si misura nelle stanze dove si decide
Il tema della rappresentanza femminile ai vertici del turismo va oltre una questione di equilibrio statistico. Riguarda il modello di sviluppo di un settore che chiede professionalità sempre più qualificate, capacità manageriali e visione strategica.
La presenza maggioritaria delle donne tra i dipendenti dimostra quanto il loro contributo sia già indispensabile. La loro sottorappresentazione tra i dirigenti indica, invece, quanta strada resti ancora da percorrere.
Perché un settore può anche vantare una forza lavoro prevalentemente femminile, ma la vera parità non si misura soltanto contando quante donne lavorano. Si misura contando quante di loro hanno la possibilità di decidere.
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