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10/11/2017 19:21:00

Tre fratelli rumeni sequestrano in casa e maltrattano per mesi una donna di Mazara

 Sequestrata in casa per mesi da tre fratelli rumeni, che l'hanno picchiata e  ridotta in uno stato di soggezione psicologica tale da non farla neanche uscire dalla camera da letto, mentre loro, il compagno e i due fratelli, approfittavano oltre della casa, del suo bancomat e dei suoi soldi. Una storia terribile quella che viene da Mazara Del Vallo, e che si è conclusa con l'intervento della polizia, chiamata dal fratello della vittima, una donna di 33 anni, con segni di ritardo mentale.  Ecco come il Commissariato di Mazara del Vallo racconta la vicenda: 

Nel pomeriggio di ieri 9 Novembre 2017, personale della Sezione Investigativa e Anticrimine del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Mazara del Vallo ha arrestato in flagranza tre cittadini rumeni per i reati di sequestro di persona e maltrattamenti contro familiari e conviventi in concorso, ai sensi degli articoli 605 e 572 del Codice Penale.

Nello specifico alle ore 12:30, si presentava presso il Commissariato, D.M.S. il quale, visibilmente preoccupato, richiedeva un urgente intervento in quanto aveva ricevuto, alle ore 11:30 circa, una telefonata dalla sorella, D. M. G. cittadina mazarese di anni 33 che, con voce bassa, tremante, gli diceva che dei cittadini di nazionalità rumena la tenevano segregata in casa e in diverse occasioni l’avevano picchiata. Lo stesso riferiva di essere alquanto allarmato dal tenore della telefonata e dal fatto che già in altre occasioni aveva visto la sorella con chiari segni di lesioni.
Acquisita la notizia di reato, in considerazione del fatto che la D. M. G. è una persona indifesa, debole, con chiari segni di ritardo mentale e, reputata seria la situazione, gli operatori si portavano immediatamente presso l’abitazione della stessa. Dall’abitazione in argomento, che è posta al primo piano, nonostante si suonasse per un breve periodo, ripetutamente, il campanello posto nel portone d’ingresso, nessuno rispondeva. Dopo qualche minuto si affacciava dal balcone della casa un giovane, successivamente identificato per MIHAESCU Florin George, rumeno di anni 24, il quale su richiesta degli operatori scendeva ed apriva il portone d’ingresso della casa. Salito immediatamente all’interno dell’abitazione predetto personale notava nella sala da pranzo un ragazzo, successivamente identificato per MIHAESCU Stefan Daniel, rumeno di anni 22, seduto, mentre all’interno di una piccola stanza, trovava la vittima in evidente stato di soggezione psicologica. La predetta, chiudendo la porta, parlando piano, diceva agli operatori che tale Mihai, successivamente identificato in MIHAESCU Mihai Catalin, cittadino rumeno di anni 20, non la faceva uscire, la picchiava e le aveva preso le chiavi di casa e la carta bancomat.
Pertanto la D.M.G. veniva accompagnata nei locali del Commissariato per le incombenze del caso, mentre altro personale operante provvedeva ad accompagnare in Ufficio i due cittadini rumeni e a rintracciare il MIHAESCU Mihai Catalin.
In particolare, dalle indagini immediatamente avviate è emerso che, dal mese di gennaio 2017, il MIHAESCU Mihai Catalin, approfittando della posizione di autorità e di fiducia, generatasi nell’ambito della convivenza con la vittima, si è ben presto determinato ad iniziare, unitamente ai fratelli trasferitisi nell’abitazione di proprietà della stessa, una vera e propria escalation di abusi e maltrattamenti in famiglia di natura verbale, psicologica e fisica consistenti in percosse, lesioni, ingiurie, minacce e in atti di disprezzo e offesa alla dignità, imponendole assoluto silenzio sulla vicenda, sotto la minaccia di negative conseguenze in caso di rifiuto.
Tale accanimento culminava, infine, nella limitazione della libertà di movimento della vittima a cui veniva, non solo, sottratto il telefono cellulare ma anche impedito negli ultimi giorni di uscire da casa per timore che la stessa si rivolgesse alle forze dell’ordine.
La D.M.G. veniva privata anche della propria carta poste pay che veniva utilizzata dal MIHAESCU Mihai Catalin per effettuare sistematicamente dei prelievi di denaro dal conto della vittima ove veniva accreditata la pensione di invalidità.
Il quadro accusatorio ricostruito, apparso, fin da subito, particolarmente grave e solido, consentiva di trarre in arresto tre cittadini rumeni in quanto ritenuti nella fragranza dei reati di sequestro di persona e maltrattamenti contro conviventi
Completata la redazione dei relativi atti di polizia giudiziaria, come disposto dal P.M. di turno, i nominati in oggetto venivano accompagnati alla Casa Circondariale di Trapani a disposizione dell’A.G. procedente.