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03/07/2026 11:00:00

Affitti mai così cari dal 2012: prezzi medi a 15,4 euro/metro quadro 

Il mercato delle locazioni in Italia continua a registrare aumenti e segna un nuovo record storico. Nel secondo trimestre del 2026 il canone medio nazionale raggiunge i 15,4 euro al metro quadro, il valore più alto mai registrato dal 2012, anno di inizio delle rilevazioni del portale immobiliare idealista.

Il dato evidenzia un incremento del 4,2% rispetto al trimestre precedente, del 5,5% su base annua e del 2,4% rispetto al mese precedente, confermando una fase di tensione diffusa nel mercato degli affitti.

 

Un mercato a due velocità tra grandi città e aree turistiche

Secondo l’analisi dell’Ufficio Studi di idealista, il mercato immobiliare delle locazioni si muove ormai a due velocità. Nelle grandi città il rialzo dei prezzi rallenta o si stabilizza, mentre a crescere sono soprattutto le province turistiche e le aree a minore densità abitativa.

Milano, Roma e Napoli mostrano segnali di stabilità o crescita minima, mentre Torino registra un aumento più marcato. La pressione sui canoni viene attribuita a uno squilibrio strutturale tra domanda e offerta, con la richiesta di affitti concentrata nei principali centri urbani e nei poli turistici, dove però la disponibilità di immobili resta insufficiente.

 

Le città: forti aumenti in molte realtà minori, stabilità nei grandi centri

Nel trimestre analizzato, il 61% dei capoluoghi italiani registra un aumento dei canoni di locazione.

Tra le crescite più significative si segnalano Verona (+11,8%), Massa (+9,5%), Reggio Calabria (+9,1%), Ascoli Piceno (+8,8%), Catanzaro (+6,7%) e Lodi (+6,6%). Incrementi superiori alla media nazionale si osservano anche in altre città di medie dimensioni.

Nei grandi centri urbani la situazione appare più stabile: Torino cresce del 4,7%, Bologna del 2%, mentre Firenze e Catania segnano +0,7%. Aumenti marginali si registrano a Napoli (+0,5%), Cagliari (+0,3%), Roma (+0,2%) e Palermo (+0,1%). Milano resta sostanzialmente stabile. In calo invece Genova (-0,7%) e Venezia (-2,6%).

 

Le città più care e quelle più economiche

Milano si conferma la città con i canoni più elevati, con una media di 23,3 euro/m², seguita da Firenze (22,3), Venezia (21,7), Roma (19,8) e Bologna (17,5).

All’estremo opposto della classifica si trovano i mercati più economici, come Caltanissetta (4,7 euro/m²), Vibo Valentia (5,9 euro/m²) e Ragusa (6,2 euro/m²).

 

Province e regioni: aumenti diffusi e forti differenze territoriali

A livello provinciale, oltre l’80% delle aree italiane registra aumenti dei canoni. Le crescite più forti si concentrano nelle zone a vocazione turistica o con minore densità abitativa, come Nuoro (+22,2%), Sassari (+18,2%) e Grosseto (+18,1%).

Rialzi a doppia cifra si osservano anche in altre province, mentre tra i cali più significativi figurano Belluno (-19%), Enna (-15,8%) e Sondrio (-5,8%).

Sul piano regionale, quasi tutta Italia è in aumento, con l’unica eccezione del Trentino-Alto Adige (-1,2%). Le crescite più marcate si registrano in Valle d’Aosta (+10,5%), Calabria (+8,4%) e Abruzzo (+8,3%). Seguono Friuli-Venezia Giulia e Liguria (entrambe +6,7%) e Sardegna (+5,7%).

In termini di prezzi assoluti, la Valle d’Aosta resta la regione più cara (26,6 euro/m²), seguita da Lombardia (19,7) e Toscana (19,3). Le regioni più economiche risultano invece Molise (7,5 euro/m²), Basilicata (7,8) e Umbria (8,6).

 

Una pressione crescente sulle famiglie

Il report evidenzia come l’aumento degli affitti stia incidendo soprattutto su famiglie e giovani, in un contesto caratterizzato da domanda elevata nelle aree urbane e turistiche e offerta ancora insufficiente.

Una dinamica che, secondo gli analisti, continua a riflettere uno squilibrio strutturale del mercato abitativo italiano, con effetti sempre più evidenti sulla sostenibilità dei costi della casa.Affiut