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06/07/2026 19:34:00

Ci sono problemi con il DUP a Trapani. Ecco perchè

La programmazione del Comune parte con il freno a mano tirato. 

Il Documento Unico di Programmazione (DUP) 2026-2028 - l'atto che fissa obiettivi, priorità e strategie dell'amministrazione per i prossimi tre anni e costituisce la base del futuro bilancio di previsione - approderà in Consiglio comunale accompagnato da un parere non favorevole del Collegio dei Revisori dei Conti. 

Un passaggio che pesa politicamente prima ancora che tecnicamente, perché mette in discussione la solidità della programmazione dell'amministrazione del sindaco Giacomo Tranchida.

 

Il DUP rappresenta infatti la cornice entro cui dovranno muoversi le scelte economiche e amministrative dell'ente. 

Se il documento presenta criticità, il rischio è che anche il bilancio venga costruito su presupposti giudicati non sufficientemente coerenti. È questo il messaggio che emerge dal verbale del Collegio dei Revisori, composto da Alberto Tumbiolo, Massimiliano Rosa e Antonino Biondo.

 

Più che contestare singoli aspetti, i Revisori mettono in discussione l'impianto complessivo della programmazione. 

Secondo il Collegio esiste un disallineamento tra gli indirizzi politici approvati dalla Giunta e la loro traduzione nel documento strategico. Gli obiettivi indicati dall'amministrazione, in diversi casi, non sarebbero accompagnati da strumenti concreti, tempi di attuazione o indicatori che consentano di verificarne l'effettiva realizzazione.

 

Tra gli esempi citati nella relazione c'è il contrasto all'evasione tributaria: il  DUP annuncia un rafforzamento dell'attività di recupero di IMU, TARI e altri tributi comunali, ma non chiarisce attraverso quali azioni operative tali risultati dovrebbero essere raggiunti. Per i Revisori, una programmazione efficace non può limitarsi a indicare gli obiettivi, ma deve spiegare anche come intende conseguirli.

 

La questione si intreccia anche con il Servizio Tributi. Nella relazione viene richiamata una precedente nota del dirigente dei Servizi Finanziari, che aveva segnalato come l'affidamento al settore di ulteriori competenze legate alla gestione del servizio idrico avrebbe inevitabilmente sottratto personale all'attività di contrasto all'evasione fiscale. Una situazione che, secondo il Collegio, potrebbe incidere sulle entrate previste nel bilancio e che, ad oggi, non risulta ancora risolta attraverso un formale intervento della Giunta.

 

Un altro punto riguarda la macchina amministrativa. Il Collegio richiama il Comune alla necessità di costruire la programmazione sulle risorse umane realmente disponibili. In sostanza, non basta prevedere nuovi interventi se poi gli uffici non dispongono del personale necessario per portarli avanti. 

È un rilievo che investe direttamente la capacità dell'ente di trasformare le linee programmatiche in attività concrete.

 

I Revisori non risparmiano critiche nemmeno alla stesura del documento, che riporterebbe contraddizioni e incoerenze descrittive che rendono il DUP meno chiaro e meno efficace come strumento di pianificazione. Da qui la richiesta di una revisione complessiva del testo prima dell'approvazione definitiva.

 

Il parere non favorevole non blocca l'iter del Documento Unico di Programmazione, ma rappresenta un passaggio destinato a pesare nel confronto politico in Consiglio comunale. L'opposizione potrà fare leva sulle osservazioni dell'organo di revisione per contestare l'impianto della programmazione, mentre la maggioranza di governo sarà chiamata a dimostrare che gli obiettivi fissati dall'amministrazione sono sostenuti da risorse, organizzazione e previsioni economiche realmente coerenti.

La partita, dunque, non riguarda soltanto un documento tecnico, ma la credibilità della programmazione con cui Palazzo d'Alì intende governare Trapani nei prossimi tre anni. E il primo giudizio arrivato dagli organi di controllo è tutt'altro che incoraggiante.



 



Cittadinanza | 2026-07-05 17:56:00
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