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20/05/2026 17:55:00

Ciclone Harry,  le aziende agricole Marsalesi chiedono più tempo per le sospensioni fiscali

Non bastano i 3 mesi già concessi. Il comparto agricolo marsalese, ancora in ginocchio dopo la devastazione del ciclone Harry dello scorso gennaio, chiede un ulteriore rinvio di sei mesi per adempimenti e versamenti tributari, contributivi e bollette.

A lanciare l’appello è un rappresentante del settore agricolo produttivo, con una richiesta formale inviata il 18 maggio 2026 all’Assessorato regionale all’Agricoltura, al Presidente della Regione Siciliana, al Sindaco di Marsala e alle principali associazioni di categoria (Coldiretti, Confagricoltura, Copagri, CIA, EBAT).

 

Il ciclone Harry e i danni ancora irrisolti

 

Tra il 19 e il 21 gennaio 2026, il ciclone Harry ha colpito duramente la Sicilia occidentale, con Marsala tra i comuni inseriti nell’allegato dell’ordinanza del Dipartimento della Protezione Civile n. 1180 del 30 gennaio 2026.

Il successivo D.L. n. 25 del 27 febbraio 2026 ha previsto misure urgenti per imprese e lavoratori, tra cui la sospensione di adempimenti e versamenti in scadenza dal 18 gennaio al 30 aprile 2026 per i soggetti danneggiati, con ripresa in unica soluzione entro il 10 ottobre 2026, senza sanzioni né interessi.

Tra le misure sospese: ritenute Irpef su redditi da lavoro dipendente; addizionali regionali e comunali; cartelle e atti della riscossione; adempimenti formali tributari;

  • contributi e premi assicurativi obbligatori; pagamenti di bollette luce e gas (sospesi fino al 18 luglio 2026).

 

Il nodo dei ristori: «Non sono ancora arrivati»

 

Nonostante la recente Legge n. 59 del 27 aprile 2026 abbia previsto una proroga di 3 mesi per gli atti della riscossione (rottamazione quinquies), il problema resta aperto.

Nel documento si legge infatti che «il persistere del ritardo nell’erogazione dei ristori “una tantum”, i cui termini di richiesta sono scaduti lo scorso 10 aprile, non ha permesso di alleviare il disagio economico».

Le aziende agricole, pur avendo subito danni gravissimi, si trovano ancora in una fase di lenta e incerta ripresa produttiva, e la situazione economica e finanziaria resta critica.

 

La richiesta: sei mesi in più e un tavolo tecnico

 

La richiesta avanzata alle istituzioni è chiara:

  • Estendere il periodo di sospensione fiscale per ulteriori sei mesi (attraverso un nuovo decreto), per consentire la ripresa della produzione e l’effettivo accredito dei ristori.

  • Convocare un tavolo tecnico del comparto agricolo a livello territoriale, con la partecipazione di istituzioni locali, associazioni di categoria, sindacati, imprese e coltivatori, per monitorare e attuare misure di sostegno concrete.

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    «A rischio le prossime scadenze»

     

    Il rappresentante del settore agricolo avverte: «La situazione attuale mette a rischio il rispetto delle prossime scadenze». Senza un intervento tempestivo, molte imprese rischiano di non farcela a riprendersi né dal punto di vista produttivo né da quello fiscale.

     

    Prossimi passi

     

    La parola ora passa all’Assessorato regionale all’Agricoltura e alla Presidenza della Regione Siciliana. Le associazioni di categoria sono già state coinvolte e potrebbero farsi portavoce della richiesta in sede istituzionale.

    L’auspicio è che la politica ascolti il grido d’allarme di un settore strategico per l’economia territoriale, ancora ferito ma determinato a rialzarsi.