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21/10/2026 21:09:00

Formula Ambiente, Tranchida contro Grillo: "Le assunzioni non le decide lui"

La crisi di Formula Ambiente a Trapani rischia di aprire un nuovo fronte politico anche a Marsala. 

 

Una interrogazione urgente presentata da Massimo Grillo, Gian Paolo Abrignani e Flavia Sammartano, consiglieri comunali del Movimento Liberi, ha provocato una reazione durissima del sindaco di Trapani, Giacomo Tranchida, che mette in dubbio le ragioni dell’iniziativa e arriva a evocare possibili interessi da tutelare.

 

«Ma non è che il Grillo di turno abbia qualche interesse fra gli occupati a tempo determinato a Marsala?», attacca Tranchida. E rincara: «Ma non è che Grillo ha qualche raccomandato da tutelare?».

Parole pesanti, che spostano la discussione dal terreno della tutela occupazionale a quello delle intenzioni politiche dei promotori dell’interrogazione. 

 

La paura dei precari marsalesi

L’interrogazione a firma di Massimo Grillo, Gian Paolo Abrignani e Flavia Sammartanoè indirizzata alla sindaca Andreana Patti e all’assessore Daniele Nuccio. 

 

Il punto di partenza è la crisi occupazionale che interessa Formula Ambiente a Trapani, dove la rimodulazione del servizio di igiene urbana ha aperto una vertenza che riguarda circa 15 lavoratori. Ma che, nel 2027, potrebbe arrivare a coinvolgere 55 lavoratori.

 

La mancata approvazione del Piano economico finanziario dei rifiuti col mancato gettito della Tari 2026 rimodulata in quella del 2025, e la riduzione del corrispettivo dell’appalto hanno contribuito alla situazione di difficoltà. La vertenza ha già avuto conseguenze occupazionali e resta il nodo delle risorse necessarie a garantire il servizio.

 

A Marsala, dove Formula Ambiente gestisce la raccolta dei rifiuti, è così emersa una preoccupazione: l’eventuale ricollocazione di dipendenti a tempo indeterminato provenienti da Trapani potrebbe incidere sui rinnovi dei contratti a termine attualmente in essere.

 

È un’ipotesi, non un trasferimento ufficialmente confermato, come hanno precisato i consiglieri marsalesi: «Non abbiamo elementi ufficiali che confermino questa ipotesi e non intendiamo alimentare allarmismi».

La richiesta è che il Comune acquisisca chiarimenti dalla società e apra un confronto con le organizzazioni sindacali. 

 

L’interrogazione guarda anche al nuovo appalto dell’igiene urbana, chiedendo che gli atti di gara prevedano, nel rispetto della normativa, misure adeguate di salvaguardia occupazionale anche per i lavoratori a tempo determinato, valorizzando l’esperienza maturata.

 

La replica di Tranchida: «La putìa commerciale»

Tranchida non contesta soltanto il merito dell’iniziativa, ma anche l’opportunità che siano i consiglieri comunali a intervenire su una questione che, secondo lui, riguarda le decisioni aziendali e le relazioni sindacali.

«Ho l’impressione che i consiglieri comunali di Marsala giochino con la logica della putìa commerciale», afferma il sindaco, che si dice sorpreso soprattutto dal coinvolgimento di Massimo Grillo, già sindaco e deputato regionale.

«Mi stranisce come mai i consiglieri comunali, peraltro uno come Grillo che ha fatto anche il deputato regionale e l'assessore regionale,  entri nelle logiche della gestione aziendale sulla salvaguardia dei livelli occupazionali di un’azienda».

 

Il primo cittadino di Trapani invita poi la sindaca Andreana Patti a interrogarsi sulla vicenda e chiama in causa altre autorità «che hanno più competenza dal punto di vista delle indagini».

È il passaggio più delicato della dichiarazione: Tranchida solleva un sospetto, ma il suo intervento resta una contestazione politica.

 

Il PEF, lo scontro politico e il nuovo appalto

Il sindaco Tranchida torna quindi sulla vicenda trapanese, respingendo la ricostruzione secondo cui la responsabilità della mancata approvazione del PEF sarebbe genericamente attribuibile al Comune.

«Non è il Comune di Trapani che non ha approvato il PEF. Sono gli amici, gli amichetti di Grillo e compagni che hanno voluto bocciare e non approvare il PEF a Trapani», sostiene Tranchida, attribuendo alla scelta dell’opposizione del capoluogo un intento politico.

 

Il riferimento è allo scontro che per settimane ha paralizzato il Consiglio comunale di Trapani, tra rinvii, polemiche procedurali e proteste dei lavoratori. 

 

Sul fronte marsalese, però, il quadro ha una sua specificità. Il servizio dei rifiuti è già al centro della discussione pubblica: il contratto originario con il gestore, risalente al 2018, è scaduto e la gestione è proseguita in regime di proroga, mentre resta da definire il nuovo assetto.

In questo contesto, l’interrogazione di Grillo, Abrignani e Sammartano non riguarda soltanto un’eventuale riorganizzazione del personale, ma anche le garanzie che potranno essere inserite nella futura procedura di affidamento.

La domanda è concreta: quali tutele saranno previste per chi oggi lavora con un contratto a termine? E quali margini avrà il Comune per evitare che una crisi occupazionale in un comune si traduca in un problema per i lavoratori di un altro?

 

«Le assunzioni le decide l’azienda»

Per Tranchida, la risposta non può arrivare da un’interrogazione consiliare. «Le dinamiche dei livelli della salvaguardia dei livelli occupazionali sulle assunzioni a tempo indeterminato e determinato le decide l’azienda, nel rispetto dei contratti e con i sindacati e con l’ufficio di collocamento».

E aggiunge: «Non le può decidere il consigliere comunale Grillo, già sindaco, già deputato».

 

La questione, tuttavia, non è soltanto chi decida le assunzioni. È anche quali garanzie possano essere richieste nell’ambito delle competenze pubbliche e della futura gara, senza interferire con le prerogative dell’impresa e senza creare contrapposizioni tra categorie di lavoratori.

 

I tre consiglieri marsalesi chiedono proprio che l’amministrazione acquisisca informazioni ufficiali e si attivi per prevenire possibili ricadute occupazionali. Tranchida, invece, legge l’iniziativa come un’ingerenza nella gestione aziendale e ne mette in dubbio le motivazioni.

 

Resta dunque da chiarire se esista davvero un’ipotesi di trasferimento di personale da Trapani a Marsala e quali conseguenze potrebbe avere sui contratti a termine. È questo il punto sul quale servono risposte verificabili da parte dell’azienda e dell’amministrazione comunale, al di là delle accuse incrociate.