Nella Sala d’Ercole di Palazzo dei Normanni si è svolto un importante progetto educativo dedicato alla strage di Pizzolungo del 2 aprile 1985, dal titolo “Conoscere per ricordare. Dagli atti alla scena: un percorso di consapevolezza”.
L’iniziativa, promossa dalla deputata regionale del Cristina Ciminnisi e sostenuta dalla Presidenza dell’Assemblea Regionale Siciliana con il supporto della Fondazione Federico II, ha trasformato per un giorno il Parlamento siciliano in un’aula di giustizia e memoria.
Gli studenti degli istituti superiori di Trapani (“S. Calvino – G.B. Amico”, “Rosina Salvo”, “Florio”, “Fardella – Ximenes”) e del Polo universitario di Trapani hanno partecipato a un processo simulato. Hanno interpretato giudici, avvocati, pubblici ministeri e testimoni, ricostruendo la vicenda giudiziaria dell’attentato mafioso in cui morirono Barbara Rizzo e i suoi figli gemelli Salvatore e Giuseppe Asta, di sei anni, mentre il magistrato Carlo Palermo e la sua scorta sopravvissero.
Il progetto è stato possibile grazie al lavoro del Tribunale di Trapani e dei suoi collaboratori, che hanno analizzato e riorganizzato migliaia di pagine di atti giudiziari per renderli comprensibili agli studenti.
La presidente del Tribunale, Alessandra Camassa, ha sottolineato il valore del lavoro svolto, definendolo un contributo importante alla memoria e alla giustizia.
La deputata Ciminnisi ha evidenziato come l’esperienza non sia stata solo didattica, ma un vero esercizio di cittadinanza attiva e consapevole.
A chiudere l’incontro è stata Margherita Asta, che ha ricordato come la strage di Pizzolungo sia una ferita non solo siciliana, ma dell’intero Paese. Tra i presenti anche Luigi Ciotti. L’iniziativa rientra nel progetto “Processo simulato”, promosso da magistratura, avvocatura e università di Trapani, con la collaborazione dell’Università degli Studi di Palermo – Polo di Trapani e dell’associazione Co.Tu.Le.Vi.