La quantità senza qualità: così potrebbe sintetizzarsi il proliferare patologico di gruppi, compagnie, associazioni, organizzazioni, specie di circoli culturali, rassegne, wine concert. Insomma, un'esaltazione egocentrica dell'IO.
Nessuno che voglia fare rete, nessuno che abbia voglia di creare e crescere in un sistema culturale organizzato, perché tale modalità di organizzazione oscura il proprio IO, ma soprattutto non consente alcuno scatto in avanti per ottenere, agli occhi del politico di turno, vantaggi a scapito delle altre realtà culturali o sedicenti tali.
Un mondo organizzativo di attività (volutamente non scrivo un mondo culturale) fondato sull'idiopragia, quella forma esasperata che caratterizza l'individualismo più egoista. Insomma, "mi faccio gli affari miei", a scapito di tutti.
Noi del Movimento Artistico Culturale Città di Marsala abbiamo proposto alle realtà locali di fare rete, ma non abbiamo avuto nessuna risposta o, addirittura, abbiamo riscontrato condotte caratterizzate da idiopragia.
Eppure la storia insegna che solo l'unione fa la forza, ma stare uniti è la forma più difficile di comunità, poiché anestetizza l'IO e nega l'individualismo.
Il nostro Movimento Artistico, formato dalla Compagnia La Maschera di Maurizio Favilla, dall'Associazione Culturale Arco, dai Musicanti di Gregorio Caimi, dall'Associazione Carpe Diem, dai Kinisia, da Andrea Russo, Aldo Bertolino e Nino Scardino, in questi anni, sotto la presidenza dell'ottimo Salvatore Sinatra, ha provato a fare una proposta culturale per svegliare le menti.
Parlo di cultura, perché la cultura è innanzitutto condivisione e comunità e, finché si svilupperà l'idiopragia, saremo lontani dal concetto più alto di cultura.
Giacomo Frazzitta