Gertile direttore di tp24,
tramite il suo giornale scrivo una lettera aperta ai cittadini marsalesi. Mi rivolgo a voi per proporvi un quesito e offrire alcuni chiarimenti.
Il quesito è questo: il sindaco deve essere al servizio dell’intera comunità o soltanto di coloro che lo hanno eletto? Fermo restando il dovere di realizzare il progetto politico sulla base del quale è stato scelto, rientra tra i suoi compiti rappresentare e ascoltare tutta la cittadinanza? Oppure deve dare attenzione soltanto a quella parte della popolazione che, iscritta o non iscritta, si riconosce nei partiti o nelle liste che lo hanno sostenuto?
Temo, in realtà, di conoscere già la risposta. Me l’ha fornita il nostro sindaco proprio nella fase finale del suo mandato quando, nel corso di un incontro della Commissione Toponomastica e pubblicamente, in via Garibaldi, alla presenza di altre persone, mi ha “confessato” di non poter procedere a un’intitolazione per evitare che “certe persone” cantassero “Bella ciao”, il popolare canto che rappresenta la lotta dei partigiani contro la dittatura nazifascista.
Le virgolette sono d’obbligo, così come alcune spiegazioni.
Prima di procedere, colgo l’occasione per fare una riflessione sulla mia esperienza come componente della Commissione Toponomastica.
Quando un percorso giunge al termine è opportuno tracciarne un bilancio; quando il percorso riguarda la sfera pubblica, il rendiconto diventa persino doveroso. In questo caso sento il dovere di farlo pubblicamente e di condividerlo con la cittadinanza, perché è alla città che ho offerto il mio contributo partecipando, per cinque anni e a titolo gratuito, alle riunioni mensili della Commissione presso la Sala Giunta.
Mi riferisco alla mia partecipazione alla Commissione Toponomastica, di cui mi onoro di fare parte. In questi anni ho preso parte assiduamente alle riunioni insieme agli altri membri della commissione presieduta dall’on. Pietro Pizzo. Abbiamo lavorato con impegno e dedizione esaminando le proposte di intitolazione pervenute da numerosi concittadini: singoli cittadini, famiglie, associazioni o gruppi appositamente costituiti. Molte richieste sono state avanzate direttamente dal primo cittadino e dagli stessi componenti della commissione.
sono sentita gratificata nel fare parte di questo gruppo di lavoro, che mi ha consentito di approfondire la conoscenza della toponomastica cittadina e di contribuire concretamente alle richieste dei concittadini.
Ricordo che fui invitata a farne parte perché, prima ancora della sua istituzione, avevo realizzato un piccolo progetto finalizzato alla rilevazione della toponomastica femminile nella nostra città, che presentava — e presenta tuttora — molte carenze.
Constatato l’esiguo numero di vie intitolate a donne, mi sono posta l’obiettivo di promuovere nuove intitolazioni femminili. Tra queste vi era quella di un piazzale dedicato all’on. Nilde Iotti.
È stata individuata un’ampia area che, cercando su Google Maps, compare attualmente come “Parcheggio vicino al nuovo Tribunale di Marsala”: precisamente il parcheggio dopo la rotonda di corso Gramsci, ubicato tra via del Fante e via Giovanni Falcone. Si tratta, inoltre, di un’area priva di abitazioni e dunque l’intitolazione non avrebbe comportato alcun problema relativo alla numerazione civica.
Lo scorso ottobre l’intitolazione è stata approvata dalla Prefettura e si sarebbe quindi potuto procedere all’inaugurazione, se il sindaco non lo avesse impedito.
Personalmente mi sono anche offerta di acquistare le targhe, così da eliminare qualsiasi eventuale ostacolo — anche economico — che il primo cittadino avrebbe potuto opporre. Nemmeno questa proposta è stata accolta.
Per reazione ho anche boicottato due riunioni, nel corso di una delle quali è stato approvato il tanto discusso piazzale dedicato a Bettino Craxi, che in città ha suscitato numerose reazioni negative. Tengo a sottolineare che ero assente durante quella seduta e che, se fossi stata presente, avrei espresso voto contrario.
Ciò che però mi preme evidenziare è che il nostro sindaco, pur impegnato in questo periodo in numerose intitolazioni e inaugurazioni, si è rifiutato di onorare il nome, la personalità e il ruolo di una delle donne più significative della Repubblica italiana: l’on. Nilde Iotti (1920-1999), staffetta partigiana, membro dell’Assemblea Costituente e prima donna, nella storia dell’Italia repubblicana, a ricoprire la terza carica dello Stato, la Presidenza della Camera dei Deputati, incarico mantenuto dal 1979 al 1992.
Ancora oggi Nilde Iotti resta la Presidente della Camera rimasta in carica più a lungo nella storia della Repubblica italiana, per oltre dodici anni.
Intitolare una piazza a una personalità di tale spessore umano e politico avrebbe dato lustro alla nostra città. Il nostro sindaco, invece, ha temuto che qualcuno cantasse “Bella ciao”, come mi ha più volte dichiarato espressamente.
Non aggiungo altro. Esprimo soltanto la mia profonda amarezza e lascio ai miei concittadini ogni riflessione.
Ringrazio chi ha deciso di pubblicare questa mia lettera e mi auguro che il futuro sindaco o la futura sindaca inizi il proprio quinquennio con un gesto di apertura davvero “super partes”.
Matilde Sciarrino