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28/02/2026 12:53:00

Referendum sulla giustizia, perché voterò No

Egregio Direttore di Tp24,

 

fra tre settimane saremo chiamati a votare sul referendum relativo alla giustizia, o più precisamente sulla separazione delle carriere dei magistrati.

 

Fino a qualche mese fa pensavo di non recarmi alle urne. Mi sembrava una materia eccessivamente tecnica, distante dalla comprensione dei comuni cittadini. Nelle ultime settimane, però, il tema è entrato con forza nel dibattito pubblico: non c’è giornale o trasmissione televisiva che non ne parli. Ho così cercato di approfondire, ascoltando soprattutto esperti e giuristi, molto meno i politici.

 

Da questo confronto ho compreso perché molti concordino su un punto: la riforma, se dovesse prevalere il Sì, non migliorerebbe i tempi della giustizia, che rappresentano la principale preoccupazione dei cittadini. Non inciderebbe neppure sugli errori giudiziari. Secondo alcuni, entrambe le situazioni potrebbero addirittura peggiorare.

 

La domanda che mi pongo – e che tanti si pongono – è allora semplice: perché fare una riforma che non riduce i tempi dei processi e non limita gli errori? Qual è lo scopo non dichiarato di questa modifica?

 

Se vincesse il Sì, si avrebbero due CSM (Consigli Superiori della Magistratura). Oltre ai maggiori costi per lo Stato, vi sarebbe l’introduzione del sorteggio per la scelta dei magistrati che ne farebbero parte. Mi chiedo: chi si farebbe curare da un medico scelto per sorteggio solo perché iscritto all’Ordine? Chi sceglierebbe un ingegnere, un architetto o un avvocato affidandosi alla sorte? Il sorteggio, di norma, appartiene alle lotterie, non alla selezione di ruoli che richiedono competenza e responsabilità.

 

Si parla meno, inoltre, del fatto che verrebbero modificati sette articoli della Costituzione, intervenendo su equilibri delicati su cui si fonda il nostro ordinamento. In una democrazia i magistrati devono restare indipendenti e non rispondere al potere politico. Su questo, almeno a parole, tutti concordano.

 

Se davvero si vogliono ridurre i tempi dei processi, le soluzioni appaiono chiare: coprire la pianta organica dei magistrati, potenziare il personale amministrativo e le forze dell’ordine, investire in tecnologia e strutture, favorire o rendere obbligatorio l’aggiornamento continuo.

 

Perché non intervenire su questi aspetti concreti, invece di proporre una riforma che, a detta di molti, non risolve i problemi principali? È legittimo nutrire qualche sospetto.

 

Per queste ragioni ho deciso che andrò a votare e voterò No.

 

Dott. Alberto Di Girolamo



Lettere & Opinioni | 2026-02-28 12:53:00
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Referendum sulla giustizia, perché voterò No

Egregio Direttore di Tp24, fra tre settimane saremo chiamati a votare sul referendum relativo alla giustizia, o più precisamente sulla separazione delle carriere dei magistrati. Fino a qualche mese fa pensavo di non recarmi alle...