A Salemi anche la vendemmia della legalità deve fare i conti con il grande caldo. Quest'anno la raccolta dell'uva nel terreno confiscato alla mafia di contrada Fiumelungo è stata infatti anticipata: le temperature elevate delle ultime settimane hanno messo a dura prova il vigneto e non consentono di aspettare oltre.
L'appuntamento è per domani, martedì 25 agosto, dalle ore 7, nel fondo agricolo del turismo rurale “Al Ciliegio”, bene confiscato alla criminalità organizzata e assegnato dal Comune di Salemi alla Fondazione San Vito Ets di Mazara del Vallo, braccio operativo della Caritas diocesana.
Una tradizione che dura da dieci anni
La raccolta solidale dell'uva si ripete ormai da circa un decennio e negli anni è diventata non soltanto un momento di lavoro nei campi, ma anche un simbolo concreto del riutilizzo sociale dei patrimoni sottratti alla mafia.
Quest'anno, però, il calendario è stato modificato. Il caldo intenso ha accelerato i tempi della maturazione e reso necessario intervenire prima del previsto.
Alla vendemmia parteciperanno i volontari della Fondazione San Vito, ma l'iniziativa è aperta a tutti i cittadini che vorranno trascorrere qualche ora tra i filari e contribuire alla raccolta.
Tra i vigneti ci sarà anche il presidente della Fondazione, Vito Puccio.
«Iniziative come queste servono a rafforzare il messaggio che un bene confiscato alla mafia è un bene comune – spiega Puccio – e questo patrimonio non appartiene solo al Comune di Salemi ma all'intera comunità della provincia di Trapani».
“Un bene confiscato è un bene della comunità”
È questo il significato più importante dell'appuntamento: trasformare un patrimonio un tempo riconducibile alla criminalità organizzata in un luogo aperto, produttivo e condiviso.
Un principio che passa anche attraverso gesti semplici: raccogliere l'uva, lavorare fianco a fianco e trascorrere insieme una mattinata.
«Lo stare insieme, vivere in compagnia, pensiamo sia l'elemento fondamentale per salvarci e curare le relazioni – afferma l'assessore comunale Rina Gandolfo –. Ci auspichiamo che anche semplici cittadini vogliano condividere con noi questa esperienza».
La sveglia, insomma, sarà presto: alle sette si comincia. E stavolta non è soltanto una questione di vendemmia. È anche il modo più concreto per ricordare che i beni tolti alla mafia possono tornare a produrre ricchezza, relazioni e comunità.