Ogni estate si ripetono le stesse scene: escursionisti bloccati lungo sentieri impervi, interventi dell'elicottero del Soccorso Alpino, recuperi nelle riserve naturali o lungo percorsi molto frequentati come quelli della Riserva dello Zingaro, di Monte Cofano, Pizzo Monaco o delle Egadi. Episodi che riaccendono sempre la stessa domanda: chi paga questi soccorsi?
Su questo tema intervengono il Club Alpino Italiano (CAI) e il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS), facendo chiarezza sia sui costi sia sulle responsabilità di chi sceglie di frequentare la montagna o le aree naturalistiche.
La montagna non è un parco cittadino
L'appello parte da un concetto semplice: la sicurezza comincia prima di mettersi in cammino.
Ogni escursione dovrebbe essere pianificata valutando il percorso, il proprio allenamento, le condizioni meteo e i tempi necessari per il rientro. Un sentiero apparentemente semplice può diventare pericoloso a causa del caldo, di un temporale improvviso, della stanchezza o di una banale perdita dell'orientamento.
È una situazione che in Sicilia si verifica spesso, soprattutto durante l'estate, quando molti sottovalutano percorsi come quelli della Riserva dello Zingaro, di Monte Cofano o di altri itinerari naturalistici, affrontandoli con scarpe inadatte, poca acqua o nelle ore più calde della giornata.
Quando bisogna chiamare il 112
CAI e Soccorso Alpino ricordano che, in presenza di un reale pericolo, non bisogna aspettare troppo.
La chiamata al 112 deve essere tempestiva, fornendo informazioni precise sulla posizione e sulle condizioni delle persone coinvolte. Dopo aver richiesto aiuto è fondamentale rimanere reperibili, evitare di spostarsi senza indicazioni e seguire le istruzioni degli operatori.
Tra gli strumenti consigliati c'è anche l'app GeoResQ, che consente di inviare una richiesta di soccorso geolocalizzata e di registrare il percorso effettuato, facilitando il lavoro delle squadre di ricerca.
Il soccorso è gratuito? La risposta è: dipende
È proprio questo il punto che genera più dubbi.
Il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico chiarisce che non è il CNSAS a chiedere il pagamento degli interventi, né decide se un soccorso debba essere addebitato.
Gli eventuali costi sono stabiliti dalle normative regionali e vengono valutati dalle Aziende sanitarie competenti. In alcune Regioni italiane, infatti, è prevista una compartecipazione alle spese quando il recupero è conseguenza di comportamenti ritenuti gravemente imprudenti o ingiustificati, come affrontare itinerari superiori alle proprie capacità, ignorare le allerte meteo o richiedere l'intervento senza che vi sia una reale emergenza.
Questo, precisano CAI e Soccorso Alpino, non deve però scoraggiare chi si trova realmente in pericolo: in caso di emergenza chiamare i soccorsi resta sempre la scelta corretta.
La responsabilità di chi va in escursione
Il messaggio lanciato dalle due organizzazioni è chiaro: frequentare la montagna significa assumersi una responsabilità.
Ogni intervento di soccorso mobilita elicotteri, tecnici specializzati, personale sanitario e volontari, con costi elevati e rischi anche per chi interviene.
Per questo viene ribadita l'importanza della prevenzione: conoscere i propri limiti, rinunciare se le condizioni non sono favorevoli e prepararsi adeguatamente rappresentano il primo vero strumento di sicurezza.
L'assicurazione per i soci CAI
Per chi è iscritto al Club Alpino Italiano è prevista una specifica copertura assicurativa compresa nella tessera associativa.
La polizza può coprire, nei casi previsti, le spese di ricerca, salvataggio e recupero in ambiente montano e impervio, oltre ad altre garanzie legate agli infortuni e alla responsabilità civile.
Una lezione valida anche in Sicilia
La riflessione riguarda da vicino anche la Sicilia, dove negli ultimi anni non sono mancati interventi del Soccorso Alpino alla Riserva dello Zingaro, a Monte Cofano, sull'Etna, nelle Madonie e sui Nebrodi, spesso per escursionisti sorpresi dal caldo, disidratati o rimasti bloccati lungo i sentieri.
Il messaggio è semplice: la montagna e le riserve naturali sono un patrimonio da vivere, ma con rispetto e preparazione. Perché un'escursione affrontata con leggerezza può trasformarsi rapidamente in un'emergenza, con conseguenze non solo per chi chiede aiuto, ma anche per chi mette a rischio la propria vita per soccorrerlo.