La deputata regionale del Movimento 5 Stelle Cristina Ciminnisi torna a chiedere che il disegno di legge sul social freezing venga calendarizzato all'Assemblea Regionale Siciliana . La proposta, depositata già da dieci mesi, prevede un contributo fino a tremila euro per le donne tra 27 e 40 anni con Isee fino a 30mila euro, ma rischia di restare «lettera morta» mentre il dibattito nazionale si infiamma .
«Potevamo essere precursori»
«In questi giorni se ne parla molto sui media, e anche in Parlamento sono stati depositati ddl analoghi – dichiara Ciminnisi –. All'Ars potevamo essere precursori, ben prima che il dibattito internazionale e nazionale si animasse: il testo è depositato da quasi un anno, fermo, e neppure ne parliamo, mentre tutti gli altri ora si affrettano a inseguire il tema» .
La deputata siciliana, che ha lavorato al testo con l'ex collega Martina Ardizzone, ha chiesto al presidente della commissione Sanità Giuseppe Laccoto di inserire il provvedimento tra le priorità per calendarizzarlo e portarlo in Aula, o di introdurlo già al rientro dalla pausa estiva nella discussione sulla prossima manovra .
I tempi della politica contro quelli biologici
«I tempi biologici non sono negoziabili come quelli della politica: ogni mese di ritardo è un mese sottratto a donne che oggi devono scegliere se preservare la propria fertilità, spesso senza alcun sostegno pubblico», ha sottolineato Ciminnisi . La proposta, che mira a contrastare anche il calo delle nascite in Sicilia, si inserisce in un dibattito che ha visto altre regioni italiane muoversi per prime, come Puglia, Toscana, Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna .
«La politica deve governare il presente»
«Il social freezing risponde a condizioni reali, precarietà, salari bassi, assenza di servizi di conciliazione: la politica deve governare il presente, non rincorrerlo», afferma la deputata, che si è rivolta anche al presidente dell’Ars Galvagno per un impegno preciso sui tempi d’Aula .
Secondo i promotori, il ddl non rappresenta un incentivo alla maternità tardiva, ma «un atto di responsabilità: uno strumento che risponde alle preoccupazioni legate al tempo della fertilità e che consente alle donne di compiere scelte consapevoli, libere e serene» .