Trapani. Il gattino ferito in via Nicasio Triolo: "Nessuna sevizia, sta bene"
Nessuna sevizia, ma un tentativo di soccorso. È quanto emerge dagli accertamenti del Comune di Trapani sul caso del gattino trovato ferito nei giorni scorsi in via Nicasio Triolo, che aveva suscitato forte indignazione dopo la diffusione di immagini sui social.
La ricostruzione del Comune
Secondo quanto comunicato dalla Polizia Locale, attraverso l’Unità Benessere Animale, il piccolo – circa 40 giorni – presentava una frattura alla zampa posteriore e una ferita tra coda e coscia.
Il referto veterinario escluderebbe atti di crudeltà: la lesione sarebbe “con ogni probabilità causata da un uccello rapace”. Le graffette metalliche trovate sulla ferita, che avevano fatto ipotizzare la presenza di spilli o atti violenti, sarebbero invece state applicate da una persona ignota nel tentativo di prestare un primo soccorso.
Il gattino sarebbe stato poi lasciato all’interno di un contenitore di polistirolo vicino a una colonia felina, dove è stato trovato da un volontario e subito affidato alle cure veterinarie.
Le condizioni dell’animale
Il piccolo ha risposto bene alle cure: al controllo del 15 aprile, le ferite risultavano quasi completamente rimarginate e le condizioni generali in netto miglioramento.
Le spese veterinarie sono state sostenute dal Comune, mentre l’animale è stato accudito da una volontaria. Il comandante della Polizia Locale Ignazio Bacile ha anche annunciato che, in assenza di richieste di adozione, il gattino potrebbe essere accolto dal Comando stesso.
Il sindaco Giacomo Tranchida e l’assessore Andrea Vassallo hanno parlato di una vicenda che “ha suscitato comprensibile preoccupazione”, invitando però ad attenersi ai risultati degli accertamenti: “Nessuno ha fatto del male a quel gattino. Qualcuno, anzi, ha cercato di aiutarlo”.
La richiesta di accesso agli atti
Non si placano però le polemiche. Alcuni gruppi animalisti hanno presentato una formale richiesta di accesso agli atti al Comune, alla Polizia Municipale e all’Asp veterinaria.
Nella richiesta si chiede copia della cartella clinica, dei referti, delle relazioni degli accertamenti e dei verbali di intervento, oltre alla ricostruzione dettagliata delle tempistiche e delle eventuali segnalazioni ricevute.
Gli animalisti sollevano anche dubbi sulla gestione del caso, parlando di possibili ritardi negli interventi e di un “rimpallo di competenze” tra le autorità. Viene inoltre evidenziato come, ancora una volta, il primo soccorso sia stato garantito da cittadini e volontari.
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