A Trapani l'emergenza acqua non è ancora finita. Ma dal Comune arriva un primo segnale di cauto ottimismo. "I valori dell'inquinamento sono già scesi, spiega il dirigente ai Lavori Pubblici Orazio Amenta.
Le nuove analisi sono previste per lunedì e dovranno dire se la situazione può davvero avviarsi verso la normalità.
Nel frattempo resta in vigore l'ordinanza che vieta l'utilizzo dell'acqua in diverse zone della città.
Un'emergenza che dura da mesi e che ha trasformato il rubinetto in un incubo per molti cittadini.
Amenta riferisce di un tavolo in Prefettura con Asp e Protezione civile e sostiene che non ci sarebbe "alcuna evidenza epidemiologica" di problemi legati alle infezioni.
Secondo il dirigente, sulla base dei prelievi dell'11 agosto, in molte strade i valori dell'inquinamento sarebbero diminuiti tra l'80 e il 90 per cento. Le prossime analisi, previste per il 24 agosto, dovranno confermare il dato.
Il problema, però, non nasce adesso. A marzo erano scattati i primi divieti dopo segnalazioni di acqua torbida e maleodorante. A luglio, in via Nicolò Fabrizi, un'analisi privata aveva rilevato 800 Escherichia coli e 135 Enterococchi per 100 millilitri. Il Comune aveva quindi ripreso la ricerca del "punto zero" della contaminazione, isolando progressivamente le condotte.
E mentre si cerca l'origine dell'inquinamento, i cittadini continuano a fare i conti con contatori chiusi, autobotti e acqua acquistata privatamente che raggiunge picchi di costi che, per molte famiglie, non sono sostenibili.
In alcuni casi le attese per un'autobotte hanno raggiunto gli otto-dieci giorni, con il Comune che ha indicato anche la carenza di autisti come una delle difficoltà del servizio.
«Vogliamo dati, non rassicurazioni»
Sulle parole di Amenta interviene Francesca Trapani, ex portavoce cittadina del Movimento 5 Stelle.
La sua è innanzitutto una contestazione sul metodo: "Come è possibile che un dirigente rilasci dichiarazioni di questo tenore sulla stampa?".
Trapani chiede di conoscere i dati: quali controlli sono stati effettuati, su quali campioni, in quali punti e con quale frequenza. "Vorrei vedere queste analisi", dice, chiedendo soprattutto di sapere quante utenze siano state effettivamente campionate, considerando che alcune sono rimaste chiuse per settimane.
La domanda è quindi come sia possibile avere un quadro complessivo della rete se una parte delle utenze non riceve acqua e non viene campionata.
"Io non voglio rassicurazioni. Voglio dati, analisi, trasparenza e verità", conclude Trapani.
Perché, sulla sicurezza dell'acqua, "una cosa è dire che i valori stanno scendendo. Un'altra è dimostrarlo".
La polemica si inserisce in una crisi idrica che Trapani si porta dietro da anni, tra rubinetti a secco, turnazioni, autobotti, guasti e una rete che il Comune stesso ha ammesso di conoscere solo in parte.
Ad agosto Palazzo d'Alì ha anche vietato le minitrincee dopo avere segnalato "frequenti e reiterati danneggiamenti" alle condotte idriche e fognarie e il rischio di commistione tra reflui e acqua potabile.
Resta aperto anche il capitolo politico: la Commissione d'inchiesta sulla crisi idrica, dopo 270 giorni e appena cinque sedute secondo le opposizioni, ha prorogato i lavori al 30 ottoobre.
Ora la parola passa ai laboratori.
Perché a Trapani, dopo mesi di attese, ordinanze e rassicurazioni, la domanda dei cittadini è diventata molto semplice: non diteci soltanto che "forse" l'emergenza é rientrata, mostrate i dati. E soprattutto chiedono una soluzione definitiva.