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26/05/2026 06:00:00

Trapani. Traffico bloccato, la soluzione radicale: "spostare la stazione"

Il mio nome è Roberto e, prima ancora di essere un militare, un dottore in ingegneria e vostro assiduo lettore, sono un cittadino Trapanese orgoglioso d’appartenere a questa così bella quanto tormentata città.


Di recente, leggendo dei rallentamenti dei lavori alla linea ferroviaria Via Milo ho appreso della volontà da parte di alcuni soggetti di realizzare un sottopasso ferroviario che, collegando Via Marsala con un tratto di Via Virgilio, risolverebbe l’annoso problema del traffico cittadino dovuto al congestionamento del passaggio a livello della stessa Via Marsala. L’opera comporterebbe un costo di circa 24 mln, un non indifferente impatto sull’assetto viario cittadino nonché, a detta di alcuni enti ambientalisti, effetti non ben definiti sull’ecosistema delle vicine saline.
 

Leggere di questo progetto ha risvegliato nella mia mente pensieri da tempo sopiti (condivisi tra l’altro con diversi altri concittadini) i quali mi hanno spinto a scrivere alla vostra redazione. Quest’idea non si basa unicamente sul modo di migliorare la viabilità cittadina in rapporto alla presenza dei passaggi a livello, bensì nel mettere in dubbio la funzionalità dell’attuale ubicazione della stessa stazione ferroviaria di Trapani.
Andando indietro nel tempo scopriamo che la messa in funzione della stazione risale al 1880 quando il nucleo urbano centrale di Trapani si fermava in corrispondenza dell’attuale Piazza Vittorio Emanuele e della Villa Regina Margherita. In quel tempo la Via Fardella non era altro che il principale progetto di espansione della città da parte degli architetti dell’epoca che volevano integrare gli sparuti edifici esistenti in quella che sarebbe diventata la nuova città.
 

Dunque la stazione fu concepita e realizzata alle porte dell’allora esistente tessuto urbano in modo da far giungere lì il flusso di viaggiatori per Trapani, nessuno ancora poteva prevedere l’insorgere del problema di traffico viario dei passaggi a livello in una città che, dal punto di vista urbanistico, “è stata costruita lungo una falce asfittica delimitata dal mare Mediterraneo e dal mare Tirreno” (cit. Alberto Barbata).
 

Arrivando al dunque, piuttosto che stravolgere lo schema viario attuale, tra l’altro in una zona delicata quale l’intersezione Via Fardella – Via Marsala (che non di meno meriterebbe la realizzazione di opportuna rotatoria), perché non considerare l’ipotesi di spostare la stessa stazione dei treni? Si potrebbe cominciare a rispondere con una semplice constatazione: la realizzazione di un sottopasso avrebbe come unico effetto la traslazione di parte del traffico veicolare destinata ai passaggi a livello verso il sottopasso in questione, ma non si andrebbe oltre; a questo andrebbero considerati tanto i rischi di possibili allagamenti dovuti ad eventi
meteorici (ormai sempre più violenti anche in Italia) che le relative conseguenze arrecate agli assi viari interessati (Via Fardella e Via Marsala, per l’appunto) che, solo ad opera ormai compiuta, si paleseranno.


La localizzazione della nuova stazione di Trapani in un punto strategicamente più opportuno potrebbe invece risolvere allo stesso tempo tanto il problema viario quanto quello urbanistico di una città che, sotto gli occhi di chi la vive, risulta essere spaccata in due tra l’altro nel suo senso più esteso.
Il nuovo sito potrebbe dunque essere immaginato alle porte dell’odierno tessuto urbano, lontano abbastanza dall’angusto centro storico ma non così periferico da costituire impedimento al flusso di viaggiatori in arrivo a Trapani.
Quest’area si troverebbe nei pressi della zona commerciale della Via Libica e comprende fondamentalmente 3 lotti di terreno:
- L’area dove attualmente sorge il centro direzionale “Consorzium”;
- l’area attigua dove insiste un sedime militare in stato di semi abbandono;
- l’area ancora prospiciente alla precedente ed attualmente sgombra.
Questi 3 lotti costituiscono idealmente un unico terreno dove potrebbe essere collocata la nuova stazione e relativa area di interscambio dei binari. Va puntualizzato il fatto che tale scelta non può prescindere dal considerare l’attuale tracciato ferroviario esistente che, per Trapani è costituito esclusivamente dall’asse per Castelvetrano (via Sud) e da quello per Palermo (attualmente in fase di ripristino, via Est). La congiunzione tra questi due rappresenta il punto oltre il quale non si può andare ed è questo a condizionare il criterio di scelta del nuovo sito che, sotto questo profilo, appare ottimale.
 

Questa posizione, unita al fatto di essere delimitata simultaneamente da due assi viari di scorrimento come la Via Marsala e la Via Libica, comporterebbe diversi vantaggi:
- Sarebbe di facile accesso dalle diverse aree della città;
- Eliminerebbe la necessità di ricorrere ad entrambi gli odiatissimi passaggi a livello esistenti;
- Determinerebbe un’apertura totale dello schema urbanistico della città che, essendo costituito in origine a scacchiera, non si troverebbe più mozzato
dall’attuale asse ferroviario. Ciò produrrebbe un’uniforme ripartizione del traffico su tutte le strade una volta collegate e non, come nel caso dell’ipotesi sottopasso, concentrarlo in un unico snodo che potrebbe diventare presto un nuovo collo di bottiglia;
- Sarebbe la porta d’accesso, nonché il biglietto da visita per i visitatori che vi arrivano, dell’area delle saline di Trapani già in attesa di essere riconosciute quali patrimonio UNESCO;
- Le nuove aree liberate potrebbero ospitare, oltre a nuovi edifici abitativi, spazi di comune utilità come piazze, parcheggi o altre destinazioni di pubblico interesse;
- Potrebbe agevolare una più armonica urbanizzazione delle aree attualmente libere (per non dire dimenticate) come quella enorme compresa tra il palazzetto dello sport e la Via Libica;
- L’attuale edificio della stazione potrebbe essere valorizzato destinandolo ad altro uso facendone così un nuovo monumento simbolo per la città.
Chiaramente quella esposta in questa sede non ha la pretesa di essere niente di più di una proposta (o, più sinceramente, un desiderio), basata su delle considerazioni maturate da un Trapanese. Progetti, planning, analisi economiche ed ambientali vanno affidate a chi di competenza, ma ritengo sacrosanto che le iniziative possano nascere e portate avanti dalle persone che sono nate in un contesto che poi continuano a vivere e affrontare giorno dopo giorno.
Trapani avrebbe bisogno di tanti interventi in grado di sovvertire un destino a cui sembra tristemente rassegnata. Forse tra i tanti possibili, questo potrebbe sembrare tra i più velleitari ma penso che se si voglia svoltare seriamente, per una volta, bisognerebbe pensare in grande e una città che si rispetti, come spero sia Trapani, abbia il dovere di farlo.


Questa è la mia considerazione. Un pensiero di un cittadino che la sua città la vive, ma non l’apprezza come vorrebbe, ma comunque continua ad amarla incondizionatamente.
Grazie per l’attenzione