Spese pazze all'Ars. Chiesto rinvio a giudizio per Giulia Adamo e Paolo Ruggirello
La procura di Palermo ha chiesto il rinvio a giudizio per 13 ex deputati regionali siciliani, capigruppo nella scorsa legislatura, in seguito alla chiusura dell'inchiesta sulle spese pazze. Tra gli indagati c'è anche Giulia Adamo, ex capogruppo di Pdl e Udc ed ex sindaco di Marsala. La procura di Palermo ha anche chiesto l'archiviazione di Antonello Cracolici del Pd e del sottosegretario Davide Faraone.
I politici per cui è stato chiesto il rinvio a giudizio per l'ipotesi di peculato, oltre a Giulia Adamo, sono Nunzio Cappadona Francesco Musotto, Rudy Maira, Nicola Leanza, Nicola D'Agostino, Giambattista Bufardeci, Marianna Caronia, Paolo Ruggirello, Livio Marrocco, Innocenzo Leontini, Cataldo Fiorenza e Cateno De Luca.
Erano 97 le persone coinvolte, di cui 83 politici, nell'inchiesta che ha sollevato il velo sul sistema dei rimborsi ai gruppi dell'Assemblea regionale Siciliana. Nelle carte comparivano trasferimenti nei soldi personali, le ceste natalizie, regali di nozze, cene, soldi ai dipendenti, borse Luis Vuitton, come quella comprata dall'ex sindaco di Marsala Giulia Adamo. In questo anno e mezzo di indagine si è fatta una corposa scrematura. Gli inquirenti si sono concentrati sulle spese estranee ai fini politici, ecco il motivo della “scrematura” nell'indagine lasciando fuori le spese per i dipendenti dei gruppi.
L'indagine per le 'spese pazze' dei politici all'Assemblea regionale siciliana "è stata complessa, c'è stato un grande lavoro della Guardia di Finanza che ha analizzato migliaia di documenti, e questo ci ha costretto a tempi lunghi". Lo ha detto il Procuratore aggiunto di Palermo, Leonardo Agueci, che coordina l'inchiesta. Oggi la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio per tredici ex capigruppo e l'archiviazione per 45 politici, ta cui il sottosegretario Davide Faraone e il Presidente Ars Giovanni Ardizzone. "Il lavoro non è ancora finito, alcune posizioni rimangono iscritte - dice ancora Agueci - Il criterio adottato è stato che tutto quello che fosse finalizzato agli interessi del gruppo è stato ritenuto giustificabile sul piano penale. Dove, invece, abbiamo visto che c'erano spese risultate di carattere personale, abbiamo proceduto con la richiesta di rinvio a giudizio". E conclude: "Abbiamo adottato, nell'escludere le posizioni, che sono state archiviate perché abbiamo visto che erano spese che non avevano caratteristiche di interesse personale".
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