all’unanimità, l’onoreficenza di «Console onorario» ritenendo l’iniziativa
«una frammistione tra sacro e profano», il sindaco della Città d Salemi, re
plica quanto segue:
«Se non sono gradito a Caltanissetta, rinuncio volentieri.
Disponibile a parlare di arte, ed in particolare di arte religiosa, ma dalle parole del Pro Vicario Generale e non del Vescovo, apprendo che la mia richiesta presenza costituirebbe una “frammistione tra sacro e profano
” e una componente folkloristica (totalmente estranea alle mie origini non siciliane e al mio temperamento)
La sola “profanazione”, espressione di una singolare maleducazione verso un ospite invitato e amico di molti vescovi (da Monsignor Bagnasco fino al vescovo di Piazza Armerina, al vescovo di Mazara del Vallo, all’arcivescovo di Gaeta che mi ha invitato a tenere una conferenza sull’arte sacra proprio lo scorso 29 marzo) è quella di chi ha inteso trasformare la mia richiesta presenza in una occasione polemica di cui, a quanto capisco, il prevalente firmatario, ovvero il Pro Vicario Generale, avrà per sue legittime opportunità, valutato evidentemente i benefici. Più politici che spirituali. Sono dunque rammaricato, ma non sorpreso»