E’ una questione complessa. Bisogna partire dal presupposto che lo Stagnone si inquadra nel territorio del circondario marittimo di Marsala, dove abbiamo competenza. Le ordinanze che noi cerchiamo di applicare, in particolare la 19/2009, valgono su tutto il circondario, non solo per lo Stagnone, ma anche nel litorale di Petrosino, come a Pantelleria, etc.
Ma che ordinanze sono?
Sono ordinanze che derivano da specifiche attribuzioni della Capitaneria previste dalla legge per regolare la balneazione.
In particolare prevedono una riserva del tratto di mare - pari a 300 metri di distanza dall

e coste - riservata alla balneazione. Questa misura prescinde dalla natura del tratto di mare interessato.
Quindi voi cercate solamente di uniformare quello che avviene denotr lo Stagnone a quanto previsto per gli altri tratti di costa.
Non è una novità. Le stesse misure erano previste anche negli anni anni precedenti.
Ma allo Stagnone le cose si complicano?
Lo Stagnone è uno specchio di mare particolare, perchè, prima ancora di essere Riserva Naturale Orientata è un’area marina di riferimento, destinata a diventare area marina protetta, ed è per questo che determinate attività devono essere regolamentate e autorizzate.
Il 7 Luglio è convocato un tavolo tecnico dal Comune per analizzare la questione.
Abbiamo caldeggiato l’incontro con la Provincia e il Comune in diverse occasioni per regolamentare e disciplinare le attività all’interno dello Stagnone. Ben venga.
Ma di fronte alle proteste di Carini lei alzerà le spalle e dirà che state solo applicando la legge...
Non intendo entrare in valutazioni che esulano dal mio compito. Noi cerchiamo solo di far rispettare la legge. Nello Stagnone la problematica è complessa, ci sono diverse competenze di gestione e amministrazione, ma l’autorizzazione di determinate attività all’interno dello Stagnone comporta precise responsabilità da parte dell’ente gestore, e comunque si deve sempre tenere in primo piano l’aspetto della sicurezza della balneazione e della navigazione. Nulla vieta che compatibilmente con le esigenze della riserva si possono stabilire determinate aree dove poter esercitare la navigazione o alcuni sport come il kite. Dobbiamo però evitare che sussistano all’interno dello stesso specchio di mare attività tra loro incompatibili.
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