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28/12/2009 07:53:01

Nasce il governo regionale di Lombardo e Cracolici

Il Pd sarà chiamato a dare un sostegno. Secondo il partito che fu all'opposizione si tratta di un appoggio "limitato alle riforme", a un governo di minoranza formato da Mpa, ribelli del Pdl Sicilia capitanati da Gianfranco Micciché e Alleanza per l'Italia di Rutelli.

Il ruolo dei democratici diventa decisivo per la sopravvivenza del governatore e la linea è quella di votare in Assemblea regionale i provvedimenti più importanti, in primis quello che riscrive il sistema dei rifiuti ormai al collasso. Formalmente, non è neppure un appoggio esterno: però di qui a sei mesi la mossa potrebbe portare i democratici direttamente in giunta. Il regista dell'operazione è il capogruppo del Pd all'Ars Antonello Cracolici. La nuova giunta partirà con un paio di assessori tecnici non sgraditi al Pd: uno sarà quasi certamente l'economista Mario Centorrino, l'altro dovrebbe essere un alto burocrate (Francesco Paolo Busalacchi o Pier Carmelo Russo).

Oggi dovrebbe essere il giorno dell’annuncio della terza giunta di governo dalle elezioni dell’aprile 2008 per Raffaele Lombardo. Il nuovo governo regionale dovrebbe vedere la presenza dell'Mpa, , dei rappresentanti del ‘Pdl Sicilia’ e di tecnici graditi al Pd, per un appoggio esterno.

Il presidente della Regione inviterà gli attuali assessori a dimettersi, per consentire entro fine anno la riforma amministrativa. Dopo aver rifiutato l´ultimo tentativo di mediazione del Pdl ufficiale, Lombardo si accinge a varare un esecutivo di minoranza, con l´appoggio del Pd ma solo per le riforme. «Gli assessori politici della nuova giunta - dice il presidente della Regione - faranno capo a Pdl Sicilia, Mpa e Alleanza per l´Italia. Gli altri saranno ovviamente dei tecnici». Così viene ufficializzata la rottura con la corrente berlusconiana cosiddetta "lealista" che avevano bocciato il Dpef: «Noi ricomporremo la giunta basandoci sulle forze politiche che hanno sostenuto il programma di riforme anche con atti formali».
 

Lombardo riparte senza il Pdl dei lealisti. Rispediti al mittente gli inviti pronunciati a Campofranco, in provincia di Caltanissetta, dal ministro alla Giustizia Angelino Alfano che sperava in una ricomposizione «del governo che finora ha governato», cioè Mpa e Pdl, fosse anche con l´esclusione dell´Udc. La replica del governatore: «Avevo sperato e ritenuto per le responsabilità importanti che detiene, che il ministro Alfano si impegnasse molte settimane fa, anche prima della drammatica scelta di votare contro il Dpef», gli ha risposto Lombardo, per il quale quel voto contrario è stato «il vero ribaltone». Il presidente della Regione aspettava «il 12 novembre anche un intervento di Berlusconi», che non è arrivato.

A chi ha chiesto se fosse troppo tardi per provare a ricucire, Lombardo ha risposto: «Sicuramente è tardi per l´assetto di governo». Il leader dell´Mpa, al massimo, è pronto a garantire al Cavaliere «la collaborazione reciproca». L´occasione degli auguri di Natale ai giornalisti è servita a Lombardo per rivendicare i risultati del suo governo: «Altro che paralisi, abbiamo paralizzato lo sfascio della Regione. Tanto per cominciare abbiamo rispettato il Piano di rientro nella Sanità - dice - risparmiando somme che non venivano spese in sviluppo e riformando il sistema».

Secondo la testata giornalistica Live Sicilia resterebbero, secondo le ipotesi: Armao (Presidenza), Bufardeci (Cooperazione, Commercio, Artigianato e Pesca), Chinnici (Famiglia, Politiche Sociali ed Autonomie Locali), Cimino (Agricoltura e Foreste), Di Mauro (Bilancio e Finanze), Leanza (Beni Culturali ed Ambientali e Pubblica Istruzione), Russo (Sanità), Strano (Turismo, Comunicazioni e Trasporti), Venturi (Industria).

Fuori dalla giunta sarebbero, invece, Mario Milone (Territorio ed Ambiente, ha dichiarato che non presenzierà alla riunione) e Antonino Beninati (Lavori Pubblici). Al loro posto dovrebbero entrare due “tecnici”. Uno potrebbe essere l’economista Mario Centorrino, ma si parla anche di superburocrati. Francesco Paolo Busalacchi, direttore regionale in pensione, o Luigi Castellucci, altro burocrate in quiescienza già in contrasto con Lombardo ma, ora, in buoni rapporti col governatore. Ancora, Fausto Fagone, presidente della commissione Cultura all’Ars, se compierà la traversata Udc-Pdl Sicilia, potrebbe puntare all’assessorato al Territorio e ambiente.