Portuali di Trapani: interrogazione al Ministro
Il 25 novembre 2008 la competente Autorità marittima del porto di Trapani, con l'emanazione del decreto n. 271, elevava, per l'anno 2009, da due a tre il numero massimo di "autorizzazioni da rilasciare per l'esercizio di operazioni portuali nel porto di Trapani" (articolo 1). Il 2 marzo 2009 la stessa Autorità marittima rilasciava l'autorizzazione per l'esercizio di operazioni portuali (autorizzazione n. 62/2009/Tecnica) a favore dell'allora società Eguseamar srl, oggi denominata TTL srl, che andava così ad aggiungersi alle altre due società che già da molti anni svolgevano tali operazioni all'interno del porto di Trapani.
“Considerato che la società TTL srl fa parte del gruppo Trident, che già precedentemente esercitava in esclusiva nel porto di Trapani l'attività di raccomandatario marittimo attraverso un'altra società da esso controllata, - scrive Giambrone - sfruttando la sua già consolidata posizione di raccomandatario marittimo, la Trident avrebbe, di fatto, instaurato un regime di monopolio nell'ambito del porto di Trapani.
Nella sua interrogazione, Giambrone sottolinea come “ il volume del traffico portuale presso Trapani sarebbe già da anni alquanto ridotto, come verificato anche dall'istruttoria promossa dal Ministero dei trasporti ed in seguito alla quale è stata soppressa la preesistente Autorità portuale” e che “il 15 ottobre 2008 la competente Commissione consultiva aveva espresso il parere (pur non vincolante in base a quanto stabilito dal citato articolo 16, comma 7, della legge n. 84 del 1994) che il numero massimo delle autorizzazioni per lo svolgimento di operazioni portuali nell'anno 2009 dovesse essere stabilito in due”.
L'autorizzazione n. 62/2009/Tecnica quindi sarebbe stata rilasciata in assenza dei requisiti e, proprio a causa di ciò, la stessa autorizzazione – dice era condizionata a pena di decadenza all'acquisizione da parte dell'allora società Eguseamar srl della "piena ed effettiva disponibilità di tutti i mezzi e di tutto il personale indicati con riferimento al proprio programma operativo", condizione che, secondo quanto denunciato anche dalle organizzazioni sindacali, non sarebbe stata rispettata.
Giambrone chiede quindi di i chiede di sapere se il Ministro sia a conoscenza dell'attuale situazione del porto di Trapani come sopra esposta e quali iniziative intenda porre in essere, nell'ambito delle proprie competenze, al fine di verificare l'operato dell'Autorità marittima del porto di Trapani relativamente al rilascio delle autorizzazioni per l'esercizio di operazioni portuali.
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