America's Cup e mafia: anche Fazio difende D'Alì
“L’articolo pubblicato sull’Espresso a firma del giornalista Lirio Abbate dal titolo “Grande evento via col vento” – prosegue Fazio - contiene tutta una serie di suggestive, ma false, affermazioni, che di seguito si confutano una per una: la Protezione Civile a Trapani, in occasione della Coppa America, non ha gestito alcun appalto. Gli appalti sono stati espletati dall’Autorità Portuale per i lavori al porto, dal Comune di T
rapani per la fornitura di una serie di servizi, dalla Prefettura di Trapani per i lavori alla rete fognaria. Nessun contratto è stato affidato senza gara e, anzi, per ogni lavoro o servizio sono state seguite le procedure di gara previste dalla legge. Non solo: tutta la documentazione relativa ad ogni gara è stata trasmessa dal Comune alla Prefettura, alla Procura della Repubblica ed alle forze dell’ordine. Veniva richiesto il certificato antimafia non solo ai titolari delle ditte partecipanti, ma anche a tutti i singoli soci, veniva richiesto inoltre l’elenco dei subappaltatori e dei fornitori di servizi e materiali ed il tutto veniva trasmesso alla Prefettura, alla Procura della Repubblica ed alle forze dell’ordine.. Ogni gara con il sistema della trattativa privata è stata effettuata, oltre che a norma di legge, sulla base del regolamento che il Comune di Trapani si è dato dall’inizio del 2005, proprio per evitare possibili infiltrazioni, che prevede non solo l’invito alle ditte da parte dell’Amministrazione, ma la partecipazione a tutte le ditte interessate, ancorché non invitate, a seguito di pubblicazione e diffusione di avviso pubblico. Tale procedura ha consentito di ottenere la massima partecipazione, senza che le ditte conoscessero anticipatamente le altre ditte che avrebbero partecipato alla gara. Addirittura, da quando è stato emanato il regolamento, il 100 per cento delle gare è stato aggiudicato in favore di ditte non espressamente invitate, ma che avevano partecipato a seguito della pubblicazione dell’avviso pubblico.
L’ex capo dell’Ufficio Tecnico del Comune Filippo Messina è stato arrestato per episodi di corruzione risalenti a diversi anni fa, che nulla hanno a che vedere con la Coppa America. Si è recato al Ministero dell’Interno in una sola occasione, proprio qualche giorno prima dell’arresto, non “per motivi che non sono stati chiariti”, ma per un chiarissimo e notissimo motivo: per affrontare, assieme al Comandante della Polizia Municipale (recatosi anch’egli a Roma) ed ai funzionari del Ministero, i temi riguardanti l’assegnazione del finanziamento per l’installazione dell’impianto di videosorveglianza, ottenuto dal Comune di Trapani ed erogato dallo stesso Ministero dell’Interno.
L’ing. Messina non si è occupato ne’ di appalti, ne’ di fasi esecutive di lavori per la Coppa America, ne’ per la verità il Comune ha eseguito lavori pubblici per la Coppa America (li hanno gestiti, come detto, l’Autorità Portuale e la Prefettura). L’ing. Messina, assieme all’altro dirigente tecnico del Comune, si è occupato esclusivamente, nella fase precedente alla Coppa America, di compilare le schede richieste su quali lavori l’Amministrazione aveva in cantiere, per operare una valutazione su quelli che sarebbero stati necessari per la Coppa America.
Non riesco a comprendere i motivi per cui da anni vengono fatte da giornalisti “autorevoli” affermazioni prive di riscontro, senza che ci si occupi minimamente di andare a verificare le notizie, acquisendo documenti. Da anni qui non è mai venuto nessuno per cercare correttamente riscontro alle notizie. Sono anni che, su questa vicenda, si continua a gettare fango sulla città di Trapani, alimentando sospetti ed illazioni, senza produrre mai alcuna documentazione a sostegno delle tesi proposte e senza mai ascoltare, ne’ prendere in considerazione la documentazione ed i fatti che l’Amministrazione e chi in questa città lavora con onestà hanno prodotto. L’Amministrazione Comunale, a tutela della propria città e dei propri cittadini, non può più continuare a tollerare oltre tale modo di agire ed ha deciso di promuovere azione di risarcimento del danno nei confronti, oggi, dell’Espresso e dell’autore dell’articolo, e nei confronti di coloro che continueranno a gettare sulla città tale montagna di fango, con notizie suggestive, ma senza fondamento. Invito infine il giornalista Abbate e chiunque voglia disinteressatamente conoscere le modalità con cui sono state gestite tutte le iniziative legate alla Coppa America a venire a Trapani, presso il Comune, o anche presso la Prefettura e la Procura della Repubblica, per consultare tutta la documentazione depositata e trasmessa, per verificare se ciò che dico è vero o meno. Renderebbero un servizio corretto ai cittadini, sempre se fossero interessati a farlo”.
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