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24/07/2026 10:22:00

Mafia a Petrosino, tutti i nomi dell’operazione: dodici in carcere. Chiesti i domiciliari per cinque

Diciassette misure cautelari, dodici delle quali in carcere, e numerosi altri indagati. È questo il primo bilancio dell’operazione antimafia eseguita dai carabinieri a Petrosino, su disposizione del gip del Tribunale di Palermo e su richiesta della Direzione distrettuale antimafia.

L’inchiesta riguarda la presunta operatività della famiglia mafiosa di Petrosino, inserita nel mandamento di Mazara del Vallo. Al centro dell’indagine c’è Marco Buffa, indicato dagli investigatori come il reggente della cosca e accusato di aver continuato a impartire disposizioni anche durante la detenzione.

Le contestazioni, formulate a vario titolo, comprendono associazione mafiosa, estorsione, detenzione e porto di armi, danneggiamenti, traffico e spaccio di cocaina, crack e hashish. L’ordinanza ricostruisce fatti avvenuti tra il 2022 e il 2024. Tutte le persone coinvolte devono essere considerate innocenti fino a un’eventuale sentenza definitiva.

 

I dodici arrestati e condotti in carcere

 

La custodia cautelare in carcere è stata disposta nei confronti di:

Marco Buffa, Kevin Favara, Antonino Maltese, Vito Salvatore Licari, Vincenza Favara, Vincenzo Daniele Favara, Vincenzo Piero Li Vigni, Samuele Mario Porto, Marcello Chirco, Nicoletta Puccio, Enrico Giurintano e Nicola Russo.

Secondo l’impostazione accusatoria, Buffa avrebbe mantenuto un ruolo direttivo all’interno della famiglia mafiosa. Antonino Maltese e Kevin Favara vengono invece indicati come figure operative del gruppo, impegnate tanto nelle dinamiche della cosca quanto nella parallela organizzazione del traffico di sostanze stupefacenti.

Vito Salvatore Licari, genero di Buffa, avrebbe svolto il ruolo di tramite con il detenuto, portando all’esterno messaggi e indicazioni. L’ordinanza descrive inoltre un gruppo dedito all’approvvigionamento, alla trasformazione e allo spaccio di cocaina e crack, con ruoli diversi attribuiti agli altri indagati.

 

Chi sono i cinque destinatari della richiesta di arresti domiciliari

 

La Procura ha chiesto l’applicazione degli arresti domiciliari nei confronti di: Antonino Scarpitta, Pietro Giuseppe Centonze, Antonino Stassi, Renato Casano e Simone Mandalà.

I cinque, però, non sono attualmente agli arresti domiciliari. Si tratta della richiesta formulata dall’accusa. La legge prevede che il gip, dopo avere interrogato gli indagati, decida entro cinque giorni se accogliere o respingere la richiesta.

Gli interrogatori preventivi sono stati fissati per martedì prossimo, alle ore 9, davanti al gip del Tribunale di Palermo.

 

Gli altri indagati sottoposti a interrogatorio preventivo

 

Nell’inchiesta figurano inoltre diversi indagati per i quali non è stata eseguita una misura cautelare immediata e che sono stati o saranno sottoposti all’interrogatorio preventivo previsto dalla legge.

Tra i nomi indicati nell’ordinanza e negli atti dell’operazione figurano:

Antonio Riti, Francesco Genna, Flavio Raineri, Cristian Alagna, Baldassare Salvatore Incalcaterra, Andrea De Vita, Gaspare Ingrassetto, Tommaso Brignone, Francesco Kevin Graffeo, Fabio Scandaliato e Marta Piccoli.

Nel medesimo procedimento risultano inoltre indagati, a vario titolo, Immacolata Concetta De Vita, Massimo Cottonaro, Maurizio Rallo, Giovanni Lo Monaco, Daniele Sabani, Cecilia Cinzia Alagna, Chiara Buffa e Alessio Rigano.

 

Quaranta persone complessivamente indicate nell’ordinanza

 

Nelle pagine iniziali del provvedimento giudiziario sono elencate complessivamente quaranta persone. Per una parte di loro la Procura aveva chiesto l’applicazione di misure cautelari; per altre vengono formulate soltanto contestazioni nell’ambito del procedimento.

Non tutti, dunque, si trovano nella stessa posizione processuale e non tutte le richieste avanzate dalla Procura coincidono necessariamente con le misure poi effettivamente disposte dal giudice.

L’indagine rappresenta la prosecuzione dell’operazione Hesperia, che negli anni scorsi aveva colpito le articolazioni mafiose di Campobello di Mazara, Marsala e Petrosino. Secondo gli investigatori, il nuovo lavoro avrebbe permesso di ricostruire la riorganizzazione della cosca, i rapporti con il carcere, le presunte estorsioni, la disponibilità di armi e il controllo del mercato locale della droga.

 

 

 

Le 40 persone complessivamente indagate  sono:

  • Marco Buffa
  • Kevin Favara
  • Antonino Maltese
  • Vincenza Favara
  • Vincenzo Daniele Favara
  • Raffaele Fileccia
  • Antonino Scarpitta
  • Cosimo Giacalone
  • Vincenzo Piero Li Vigni
  • Antonio Riti
  • Samuele Mario Porto
  • Adriana Bello
  • Vito Salvatore Licari
  • Benedetto Aldo Riti
  • Pietro Giuseppe Centonze
  • Nicola Russo
  • Antonino Stassi
  • Renato Casano
  • Marcello Chirco
  • Nicoletta Puccio
  • Enrico Giurintano
  • Francesco Genna
  • Flavio Raineri
  • Simone Mandalà
  • Cristian Alagna
  • Baldassarre Salvatore Incalcaterra
  • Gaspare Ingrassetto
  • Tommaso Brignone
  • Andrea De Vita
  • Francesco Kevin Graffeo
  • Fabio Scandaliato
  • Marta Piccoli
  • Immacolata Concetta De Vita
  • Massimo Cottonaro
  • Maurizio Rallo
  • Giovanni Lo Monaco
  • Daniele Sabani
  • Cecilia Cinzia Alagna
  • Chiara Buffa
  • Alessio Rigano