Il piano sanitario è stato approvato dalla Regione Siciliana tra mille polemiche. Tutti i Sindaci sono sul piede di guerra, soprattutto quelle dell'hinterland trapanese. A Marsala il Sindaco Carini non parla, ma i politici del centrodestra, Massimo Grillo,

in testa lamentano un sottodimensionamento della sanità marsalese, mentre alcune associazioni lanciano addirittura una petizione. Ma la notizia più clamorosa viene da Alcamo, dove è stata prevista una spesa di 21 milioni di euro per realizzare il nuovo ospedale . La struttura dovrà sorgere in un'area di 41 mila metri quadrati in contrada San Gaetano secondo le linee guida di un'intesa firmata da assessorato regionale alla Salute, Asp di Trapani, Provincia e Comune di Alcamo. C’è una grande novità: per la prima volta il nuovo ospedale sarà realizzato con il sistema della finanza di progetto, primo caso nella rete ospedaliera in Sicilia. Ma il rischio è che, come a Marsala, passino degli anni per ottenere una nuova struttura all'avanguardia dal punto di vista dell'architettura, dei materiali e magari delle attrezzature, ma incapace di funzionare per la carenza di personale. Ha senso dunque investire ben venti milioni di euro su una struttura nuova se non si riescono a fare funzionare bene le esistenti?
A Marsala i problemi al nuovo ospedale sono tantissimi. Nonostante le diverse sollecitazioni arrivate da più parti, manca il personale e mancano le attrezzature, soprattutto nelle unità operative tradizionali.
A Trapani invece l'Amministrazione Comunale ha presentato ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale di Palermo per l’annullamento del decreto dell’Assessore Regionale alla Sanità con il quale è stato approvato il piano di riordino della rete ospedaliera dell’ASP di Trapani.
Nel ricorso (il Comune è rappresentato dall’avv. Carlo Comandè), viene sostenuto che il piano appare illegittimo, incoerente ed illogico per i motivi che il Sindaco Girolamo Fazio aveva già esposto nel parere espresso nella seduta della Conferenza dei Sindaci dell’ASP di Trapani tenutasi il 17 dicembre 2009.
In particolare, viene sottolineato che i posti letto assegnati non sono congrui alla necessità del bacino d’utenza, in quanto il coefficiente attribuito risulta essere al di sotto del 2,8 per mille abitanti e pertanto non è idoneo a garantire il rispetto dei livelli essenziali di assistenza, l’autosufficienza assistenziale provinciale, la riduzione della mobilità e le liste d’attesa.
Nel ricorso inoltre viene affrontata la problematica relativa alla radioterapia. Il piano – viene evidenziato – non prevede l’istituzione di un polo oncologico provinciale, dotato di una struttura di radioterapia e di medicina nucleare che abbia una corretta allocazione e sappia affrontare in maniera efficace ed efficiente le problematiche oncologiche dei pazienti della provincia di Trapani.