Firenze, di concedere il programma speciale di protezione a Gaspare Spatuzza, il mafi

oso che ha parlato dei presunti contatti tra Giuseppe Graviano e Marcello Dell'Utri. Il 'no' della commissione presieduta dal sottosegretario Alfredo Mantovano (ci sarebbero stati anche dei dissensi tra i componenti che sono garantiti per legge dall'anonimato)
giunse pochi giorni prima della sentenza d'appello sul senatore Dell'Utri e questo fatto ha dato lo spunto a Pd e Idv di parlare di " giudizio volutamente politico".
Mantovano ha spiegato stamane che il rifiuto al programma speciale (i familiari di Spatuzza hanno rinunciato, "lanciando così un segnale di dissociazione dal congiunto") è stato motivato solo dal fatto che dichiarazioni rilevanti e nuove sono arrivate fuori tempo massimo, sei mesi dopo il termine ultimo che deve conteggiarsi "dalla prima disponibilità data al magistrato a collaborare" e cioè tra il giugno e il dicembre del 2008.
"Solo dopo - ha spiegato Mantovano - arriva il "verbale illustrativo della collaborazione". Questa spiegazione della legge e dei criteri seguiti nella valutazione della richiesta su Spatuzza è stata duramente contestata dal Pd, che ha lasciato l'aula della commissione prima della audizione. Infatti il Pd aveva chiesto di rinviare l'incontro con Mantovano perché mancano ai componenti dell'Antimafia documenti "essenziali", ha detto Laura Garavini, per valutare la scelta fatta dalla commissione amministrativa sui pentiti. Si tratta in particolare del verbale integrale della discussione della commissione e dei "verbali illustrativi" della collaborazione di Caltanissetta e Firenze mentre l'Antimafia ha, parzialmente, quello di Palermo. Su Spatuzza c'é stata quindi per il Pd una "scelta politica" .
L'intento sarebbe stato quello di influenzare il verdetto su Dell'Utri arrivato pochi giorni dopo il 'no' a Spatuzza minando la sua credibilità e dando un segnale di ammonimenti ad altri mafiosi. Per l'Idv è proprio la legge ad escludere le deposizioni su fatti saputi da altre persone, in questo caso Giuseppe Graviano, da quelle che debbono essere fornite subito e tassativamente entro 180 giorni dall'inizio della collaborazione. L'Idv contesta alla radice i criteri di conteggio indicati da Mantovano dicendo che il sottosegretario "ha mentito sapendo di mentire. Mantovano si è prestato ad un gioco più grande di lui per motivi inconfessabili", ha detto Antonio Di Pietro insieme a Luigi LI Gotti. Ecco perché ci sarà una mozione sull'argomento alla Camera. Il sottosegretario ha replicato che lui si è limitato "ad applicare la legge: se il Parlamento la cambiasse rivedrei subito quella decisione".
Ma l'Idv, carte alla mano, lo incalza: "E' una lettura falsa della legge. Mantovano lo sa. L'inizio della collaborazione di Spatuzza data non da giugno a dicembre del 2008 ma dal dicembre 2008 al giugno 2009. E il verbale su Graviano entrerebbe comunque in quell'arco di tempo in cui il collaboratore è tenuto a raccontare tutto quello che ha fatto e saputo direttamente anche se la legge non prevede che questo obbliga valga, come in questo caso, per le notizie apprese da altre persone".