non trascurabile soprattutto per chi viaggia in economia come fa il cliente medio Ryanair.
La compagnia low cost, Ryanair, per questo motivo, ha rinunciato a progetti internazionali che avrebbero dovuto coinvolgere aeroporti come il Cristoforo Colombo di Genova.
Addio sviluppo, quindi?
Stando così le cose, sembrerebbe proprio di si. Eppure da quando, sotto la presidenza provinciale del Sen. Antonio D’Alì, la nostra

aerostazione, che sembrava prossima alla chiusura, è stata rilanciata fino a diventare oggi un importante bacino di transito nella Sicilia Occidentale con i suoi circa 120.000 passeggeri al mese, la Città di Marsala sembra non essersi attrezzata per “sfruttare” questo importante indotto.
Ad oggi l’unico comune della provincia che ha il terminal per il collegamento con la propria città, è Trapani.
Ma come. Stiamo sempre a pontificare, specie nei periodi elettorali, su quelle che sono le possibilità legate al turismo, si discute e si fanno proclami, progetti, programmi legati a questa grande possibilità ed invece, oggi che la rotta per Trapani è divenuta uno dei fiori all’occhiello della compagnia aerea di Dublino, i tanti turisti che giungono a pochi chilometri dalla città, da dove è partita l’unità d’Italia, con Mothia e le sue isole sorelle poste ad un tiro di schioppo dalla testata della pista dell’aeroporto, non sono nelle condizioni di raggiungere questi siti se non tramite taxi o auto a noleggio.
E’ possibile che una amministrazione così attenta e moderna, che ha iniziato un processo civico per la propria città (ancor prima dello stesso capoluogo) attraverso la raccolta differenziata dei rifiuti, che ha organizzato il centocinquantenario dello sbarco di Garibaldi con l’intervento del Capo dello Stato, che sta approntando un modernissimo porticciolo per ospitare le barche “esiliate” dello Stagnone, non sia in grado di disporre un autobus, magari lo stesso che giunge fino nei pressi della Cantina di Birgi e che poi ritorna semi vuoto in città, che giunga fino all’aeroporto Vincenzo Florio?
E’ possibile che non ci si renda conto di quanto è importante, per l’economia cittadina, far giungere a Capo Boeo almeno una parte dei turisti che raggiungono l’aeroporto di Birgi?
Purtroppo, le tante bellezze della città di Marsala, la sua storia, il (prossimo all’apertura – almeno si spera) parco archeologico, gli arazzi, il museo Anselmi, le cantine, la floricoltura, il mare, la litoranea dello Stagnone, vengono riservate ad uso quasi esclusivo di pochi che, nonostante le difficoltà, raggiungono la cittadina Lilibetana.
Alberghi semi vuoti, negozi che chiudono con la stessa velocità con la quale vengono aperti, bad and breakfast e case vacanza - sorte come funghi negli ultimi anni – abbandonati al loro crudele destino, fatto salvo che per pochi periodi dell’anno quando orde di marsalesi residenti altrove fanno una rimpatriata per nostalgia dei propri cari e della propria terra.
Che desolazione ma soprattutto che sbadataggine e che sconsideratezza. Ma come mai da chi di competenza non ci si batte anche perché l’aeroporto venga chiamato Trapani-Marsala? Ciò affinchè il viaggiatore sappia che la sua destinazione forzata non è Trapani. Che può scegliere direttamente Marsala.
Antonino IENNA