del 2009 e, tenuto conto dei noti vincoli comunitari, per la conclusione di specifiche intese tra operatori italiani e controparti libiche sugli aspetti economici e industriali di tale collaborazione.
Lo scrive il Ministro degli Affari Esteri, Franco Frattini, riscontrando personalmente il telegramma che il 2 dicembre scorso, dopo il fermo del motopeschereccio d
i Mazara del Vallo “Daniela L.” da parte delle autorità libiche, gli aveva fatto pervenire il Presidente Peppe Poma, a nome dell’intero Consiglio Provinciale di Trapani, per sollecitare l’immediato intervento della diplomazia e del governo italiano ai fini del rilascio del suddetto motopesca e dei sei membri dell’equipaggio, rilascio effettivamente avvenuto dopo pochi giorni dietro pagamento di un’ammenda di circa 5 mila euro.
Sono lieto – afferma a questo proposito il Ministro Frattini nella nota al Presidente Poma – di condividere con Lei la mia soddisfazione per la positiva soluzione della vicenda. Spero che in futuro possa essere evitato il ripetersi di episodi che vedono pescherecci italiani intercettati mentre si trovano all’interno della zona di protezione peschiera che la Libia ha istituito nel 2005.
Debbo evidenziare e lo ringrazio per questo – ha dichiarato a sua volta il Presidente del Consiglio Provinciale di Trapani – la grande sensibilità istituzionale ancora una volta dimostrata da Franco Frattini. Infatti, per chi rappresenta un Ente pubblico territoriale, accorgersi della scrupolosa attenzione che un Ministro della Repubblica riserva alle proprie istanze, significa dargli un eccezionale supplemento di carica per andare avanti e lavorare ancora meglio nel superiore interesse della collettività amministrata.
Per quanto riguarda poi il caso specifico dei sequestri di natanti da pesca – ha aggiunto Peppe Poma – sono convinto che, proprio grazie alla serietà dell’impegno del Ministro agli Affari Esteri, si giungerà al più presto alla auspicata e definitiva soluzione della problematica legata all’esercizio dell’attività peschereccia affinché non abbiano più a ripetersi episodi che mettono a repentaglio la serenità, se non addirittura l’incolumità, di tanti onesti lavoratori del mare e la pacifica amicizia che deve contraddistinguere i rapporti non solo fra il popolo siciliano e quello libico ma anche con tutti gli altri Paesi interessati alla pesca nel bacino del Mediterraneo e nel canale di Sicilia in particolare.