16,40 - – Il Comune di Valderice sarà parte civile nel processo per l’omicido del sociologo e giornalista Mauro Rostagno, assassinato proprio a Lenzi, in territorio di Valderice il 26 settembre 1988, e nel quale sono imputati il boss Vincenzo Virga, ritenuto il mandante, e Vito Mazzara, ritenuto dagli inquirenti uno degli esecutori materiali dell’agguato.
I giudici della Corte d’Assise di Trapani hanno accolto oggi la richiesta, presentata dall’avvocato Maria Giovanna Massimo D’Azeglio, legale del comune di Valderice, nella quale viene richiesto “il pagamento di una provvisionale immediatamente esecutiva in misura pari € 200.000,00 per ciascuno degli imputati”.
Nell’atto l’avvocato D’Azeglio rileva che “Mauro Rostagno, noto sociologo e giornalista…ha vissuto una parte essenziale della sua vita, densa d'impegno politico e sociale nel Comune di Valderice, presso la comunità Saman dove operava come terapeuta in favore dei ragazzi affetti da tossicodipendenza” e che in virtù di ciò “v'è un legame indissolubile tra Mauro Rostagno, la sua esistenza, la sua carica umana e Valderice”.
Infine il legale del comune ha posto in evidenza che gli imputati “appartenenti tutti alla associazione mafiosa denominata Cosa Nostra…hanno di fatto impedito, bloccato e mortificato lo sviluppo economico, produttivo, sociale, culturale, turistico e hanno offuscato l'immagine della comunità di Valderice”.
16,00 - La costituzione di parte civile al processo per l'omicidio di Mauro Rostagno della Regione siciliana e della Provincia di Trapani, cosi' come dei Comuni di Trapani, Erice e Valderice e dell'Ordine dei giornalisti e' stata ammessa dal Presidente della Corte d'Assise di Trapani Angelo Pellino al termine di una Camera di consiglio durata due ore.
Esclusi invece la Cgil, la Camera di commercio di Trapani, il Comune di Marsala, la Fondazione Libera Informazione, l'associazione 'Un'altra storia' di Rita Borsellino, l'associazione antiracket di Marsala, il Consorzio per la legalita' Trapani e i Comuni di Alcamo, Favignana, San Vito Lo Capo e Campobello di Mazara. Accolte invece la richieste dell'Associazione della stampa siciliana e dell'associazione antiracket di Trapani, l'associazione Libera. Ha poi preso la parola il legale dell'imputato Vito Mazzara.
15,30 - Pubblichiamo, di spalle a questo articolo, una strip inedita, molto intensa che Marco Rizzo, Nico Blunda, Giuseppe L
o Bocchiaro, autori di "Mauro Rostagno - Prove tecniche per un mondo migliore" (ed. Beccogiallo) hanno voluto dedicare alla giornata di oggi. Il link è : http://img233.imageshack.us/i/edizionestraordinaria.jpg
14,15 - Il legale del boss Vincenzo Virga, l'avvocato Giuseppe Maria Ingrassia ha criticato soprattutto la richiesta di parte civile della Presidenza della Regione siciliana, sottolineando nel suo intervento che "nel marzo del 1988 Rostagno chiese alla Regione un contributo di 30.000 per ogni ospite della Comunita' Saman ma la Regione ritenne quelle richieste esose. Mi chiedo perche' la Regione oggi voglia costituirsi parte civile se allora non si preoccupo' delle sorti e delle condizioni degli ospiti della Comunita' Saman".
E ha concluso: "ci sono precise ragioni dietro ogni richiesta di parte civile, di coloro che vogliono dimostrare platealmente che tutto e' cambiato per far si' che nulla cambi...". La Corte d'Assise si e' ritirata in Camera di consiglio per decidere se accogliere le 22 richieste di costituzione di parte civile. La decisione verra' annunciata a breve.
14,02 "Un'occasione per aggiungere tanti pezzetti di verità" ha dichiarato Maddalena Rostagno, molto emozionata, ai giornalisti
12,50 - Stamattina in occasione dell'apertura del processo Rostagno il Coordinamento per la pace di Trapani, ha diramato la seguente nota:
Vogliamo salutare ed esprimere la nostra solidarietà ai famigliari di Mauro Rostagno in occasione dell'apertura del processo ai mafiosi Virga e Mazzara, accusati del suo omicidio.
Il processo per sancire la verità giudiziaria sull'atroce delitto di Rostagno è certamente un fatto importante ma, a nostro avviso, sarebbe del tutto miope delegare ai rituali della giustizia di stato il compito di lavare la cattiva coscienza di una Sicilia sventurata che ha sempre bisogno di eroi.
La storia di questo paese ha più volte dimostrato che verità e giustizia difficilmente trovano adeguato riconoscimento nelle aule dei tribunali. Piuttosto, esse vanno ricercate nella memoria collettiva, nell'impegno e nell'azione quotidiana di ciascuno di noi contro la mafia, le ingiustizie, gli abusi del potere, l'omertà.
Tuttavia, qualunque sarà l'esito di questo processo (e ci auguriamo ovviamente che vengano individuati i responsabili palesi e occulti della morte di Rostagno), il nostro giudizio sulla vicenda resterà quello di sempre: Mauro Rostagno è stato ammazzato, come troppi in questa terra, per il suo impegno costante e intransigente contro i poteri forti e la mafia.
Un esempio, il suo, che ci aiuterà sempre a portare avanti, nel nostro piccolo, le lotte per una Trapani più libera, consapevole, giusta e solidale.
12,00 - "Le indagini sull'omicidio di Mauro Rostagno non si sono mai f
ermate e tutti i filoni investigativi hanno avuto il merito di evidenziare il profilo della figura del giornalista Rostagno. L'accusa cerchera', con questo processo, di mettere un punto fermo sull'esecuzione materiale di Rostagno". Lo ha detto il pm della Dda di Palermo, Gaetano Paci, uno dei rappresentanti dell'accusa del processo per l'omicidio del sociologo-giornalista Mauro Rostagno, ucciso il 26 settembre del 1988 nei pressi di Trapani. Alla sbarra ci sono Vito Mazzara, ritenuto uno degli esecutori materiali e il boss mafioso Vincenzo Virga, ritenuto il mandante.
"Rostagno faceva paura come giornalista, e' questa la tesi dell'accusa -ha aggiunto Paci- la vicenda di Rostagno si inserisce in un contesto storico di una Trapani di fine anni '80 con la presenza di importanti pezzi della politica e dell'imprenditoria collusi con l'organizzazione mafiosa". Oggi si terra' la prima udienza davanti alla Corte d'Assise di Trapani, presieduta da Angelo Bellino.
Alla domanda se il boss latitante Matteo Messina Denaro possa avere avuto un ruolo nell'omicidio, il pm Paci ha risposto: "Nel corso del dibattimento l'accusa cerchera' di fare emergere le prove acquisite". E ha aggiunto: "Certamente Vito Mazzara non e' stato l'unico esecutore materiale dell'omicidio, che erano almeno tre...". E sulla folta presenza di associazioni che vogliono costituirsi parte civile Paci ha commentato: "L'imponente presenza e' molto importante".
9,00 - A oltre 22 anni di distanza si apre in corte d'assise a Trapani il processo per l'uccisione di Mauro Rostagno. Sotto accusa il presunto killer Vito Mazzara e il boss Vincenzo Virga indicato come il mandantedell'agguato del 26 settembre 1988 quando nella frazione Leni il sociologo-giornalista venne crivellato dalle
fucilate di un commando. In compagnia della segretaria, Monica Serra, rimasta illesa, aveva appena lasciato gli studi dell'emittente privata Rtc dove lavorava e in macchina stava rientrando nella comunita' ''Saman'' per il recupero di tossicodipendenti. Era stato proprio lui con la compagna Chicca Roveri e il giornalista Francesco Cardella a fondare la struttura. La sua auto, una Fiat Duna, venne affiancata da un'altra macchina con tre sicari che fecero fuoco tre volte. I primi passi dell'inchiesta andarono in una direzione sbagliata: quella di un omicidio scaturito da contrasti all'interno della comunita'. La stessa Roveri fu arrestata e Cardella ricercato. Poi la ''pista interna'' venne abbandonata e comincio' a prendere consistenza quella di un delitto di mafia:Cosa nostra avrebbe deciso di eliminare il giornalista perche'con i suoi commenti e le sue cronache televisive ''rompeva''.
Cosi', secondo alcuni pentiti, si sarebbero espressi i capi della mafia trapanese tra cui Francesco Massina Denaro, il padre del boss Matteo che e' morto per cause naturali durante la latitanza. Virga sarebbe un uomo di Messina Denaro. In carcere sta scontando condanne per alcuni omicidi. Decisivi sono stati,oltre alle dichiarazioni dei collaboratori, i risultati di una perizia balistica ordinata dai pm Antonio Ingroia e Gaetano Paci che molti anni dopo il delitto hanno riaperto l'inchiesta. Una comparazione con le armi usate dai sicari di mafia ha accertato che Rostagno fu ucciso con lo stesso fucile impiegato per eliminare nel 1995 il poliziotto Giuseppe Montalto. In un caso e nell'altro il sicario si sarebbe dimostrato un tiratore infallibile. E anche nel caso del poliziotto venne risparmiatala moglie. Come autore dell'agguato a Montalto e' stato gia'condannato con sentenza definitiva Vito Mazzara che amava definirsi ''campione di tiro al piccione''.
Alla vigilia dell'apertura del dibattimento hanno annunciato di costituirsi parte la compagna di Rostagno, Chicca Roveri, e la figlia Maddalena, alcune associazioni antimafia, l'Ordine dei giornalisti di Sicilia e la Regione.