Le saline di Trapani e Paceco dichiarate di "importanza internazionale"
viene dichiarata “di importanza internazionale” ai sensi e per gli effetti della “Convenzione relativa alle zone umide di importanza internazionale, soprattutto come habitat degli uccelli acquatici”, firmata aRamsar il 2 febbraio 1971. Con questo provvedimento si ricon
osce ulteriormente l’eccezionalevalore naturalistico, scientifico e storico rappresentato dalle Saline di Trapani e Paceco che, con quelle di Marsala, sono le ultime saline rimaste in attività in Sicilia. Importante luogo di sosta per migliaia di uccelli selvatici durante la migrazione sia autunnale sia primaverile con più di 200 specie segnalate, le Saline hanno un valore particolare per il mantenimento della diversità ecologica e genetica della regione mediterranea grazie alla ricchezza e originalità della flora e della fauna, costituendo così un esempio significativo di zona umida caratteristica della propria regione biogeografica. Inoltre hanno un ruolo fondamentale nel garantire lo sviluppo sostenibile di molte zona umide mediterranee similari. Il Ministero dell’Ambiente, la Regione Siciliana, la Provincia regionale di Trapani e i Comuni di Trapani e Paceco assicureranno, per quanto di propria competenza, il rispetto degli obiettivi di tutela previsti dalla “Convenzione” di Ramsar. La sorveglianza sul territorio è affidata al Comando dei Carabinieri per la tutela dell’ambiente e al Corpo Forestale della Regione, nonché alle altre Forze di Polizia.
Il presidente della Commissione Ambiente del Senato, Antonio d’Alì, ha espresso “apprezzamento” per la firma del Ministro Stefania Prestigiacomo del decreto con il quale la riserva delle “Saline di Trapani e Paceco” viene dichiarata “di importanza internazionale” sulla base della “Convenzione di Ramsar” (zone umide di importanza internazionale come habitat degli uccelli acquatici, ndr).
“Un riconoscimento– afferma d’Alì –che ha una duplice valenza ambientale e culturale: ambientale, perché corona una esperienza ventennale di tutela e di conservazione che ha visto protagoniste associazioni ambientaliste e amministrazioni pubbliche; culturale, perché le saline rappresentano un esempio unico e forse irripetibile di modificazione del paesaggio e dell’ambiente finalizzata da secoli alla produttività ed al ciclo della coltivazione del sale, eppure assolutamente rispettosa della naturalità del territorio. Le saline, con la loro molteplicità di elementi storici, urbanistici, economici e le dinamiche complesse legate alla presenza dell’uomo e delle sue attività, oltre allo specifico aspetto naturalistico, obbligano a una visione multidisciplinare delle politiche di gestione del territorio, in chiave moderna e innovativa, dove “tutela” non può tradursi in una sterile mummificazione di ciò che natura e storia hanno fatto evolvere fino ai nostri giorni”.
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