È il documentario "Une vie en rose – Lipstick on a Pig" il vincitore del Premio Greenpeace Italia 2026, assegnato nell'ambito della settima edizione del riconoscimento dedicato ai migliori documentari a tema ambientale presentati al SiciliAmbiente Festival, appena conclusosi a San Vito Lo Capo.
L'organizzazione ambientalista ha premiato l'opera per la sua capacità di raccontare, attraverso uno sguardo critico, il lato meno visibile dell'allevamento industriale e le conseguenze che questo modello produttivo avrebbe su ambiente, animali e comunità.
«Smaschera le contraddizioni del sistema»
Nelle motivazioni del premio, Greenpeace sottolinea che il documentario contribuisce a portare all'attenzione del pubblico le criticità legate agli allevamenti intensivi, affrontando temi come la tutela del clima, della biodiversità, della salute e della giustizia ambientale.
Secondo l'associazione, il film mette inoltre in discussione le narrazioni sulla sostenibilità promosse dal settore agroindustriale, evidenziando quelli che vengono definiti i "costi nascosti" del sistema produttivo e il fenomeno del cosiddetto greenwashing.
Al festival anche un focus sullo Stretto di Messina
Nel corso della manifestazione, Greenpeace Italia ha partecipato anche a un incontro dedicato alla tutela del mare.
Alessandro Giannì, responsabile delle Relazioni istituzionali e scientifiche dell'associazione, insieme all'avvocata Aurora Notarianni, ha presentato il progetto "Aggiungiamo bellezza al mare", iniziativa che richiama l'attenzione sulla salvaguardia dello Stretto di Messina, definito uno degli ecosistemi marini più preziosi del Mediterraneo e, secondo i promotori, messo a rischio dal progetto del Ponte sullo Stretto.
Il SiciliAmbiente Festival, nato nel 2009, continua così a confermarsi come uno dei principali appuntamenti italiani dedicati al cinema ambientale, ai diritti umani e ai temi della sostenibilità.