Il mercato dell'usato è il canale ideale per acquistare un veicolo spendendo molto meno del nuovo. E i numeri dei passaggi di proprietà lo confermano ogni anno.
Ma un annuncio scritto bene e una carrozzeria lucida non raccontano mai l'intera storia del veicolo. Chilometri ritoccati, incidenti mai dichiarati, guasti meccanici e documentazione incompleta sono situazioni assai frequenti.
Gran parte delle criticità, però, si riduce in modo sensibile combinando tre semplici accorgimenti. Cioè una ricerca online fatta con attenzione, una verifica dei documenti e un'ispezione fisica condotta senza fretta.
Acquirente che ispeziona la carrozzeria di un'auto usata prima dell'acquisto
Un affare troppo conveniente è sempre un rischio?
I primi segnali arrivano prima ancora di guardare la vettura. Un raggiro è una situazione molto diffusa quando viene praticato un prezzo estremamente più basso rispetto a modelli identici per anno, allestimento e chilometraggio.
Non significa automaticamente che ci sia una truffa ma esistono i presupposti per alzare il livello di attenzione. Succede che un privato voglia soltanto vendere in fretta, così come capita che quella cifra serva a coprire un passato poco limpido del veicolo.
In tali circostanze diventano significativi i comportamenti del venditore. Spinge per una decisione immediata, racconta che ci sono già altri interessati pronti a chiudere o chiede una caparra prima ancora di mostrare l'auto? Ecco, in questo caso potrebbe tentare di creare una pressione impropria anziché condurre una trattativa onesta.
Lo stesso campanello d'allarme dovrebbe suonare per le risposte vaghe sul numero di proprietari precedenti, sull'uso che è stato fatto del mezzo o sul motivo della vendita.
Anche le fotografie raccontano molto. Ad esempio immagini scattate in condizioni di luce che nascondono i dettagli, oppure che non corrispondono all'allestimento descritto nel testo.
Un venditore serio non ha problemi a inviare immagini della targa, del quadro strumenti, del vano motore e degli interni. Confrontare l'annuncio con il resto del mercato, come suggeriscono le guide all'acquisto, è il filtro più rapido per capire se quel prezzo ha una spiegazione ragionevole.
Il chilometraggio non è l'unico numero da controllare
La manipolazione del contachilometri è la truffa più conosciuta. E continua a funzionare perché incide direttamente sul valore percepito della vettura.
Oggi la centralina si modifica in pochi minuti senza lasciare tracce visibili. Quindi il numero mostrato al momento della visita va considerato come un'informazione da verificare e non come un dato certo.
Il confronto più utile è quello con la documentazione. Parliamo di tagliandi, fatture dell'officina, ricevute di sostituzione pneumatici o batteria, nonché gli esiti delle revisioni periodiche. Qui c'è quasi sempre il chilometraggio rilevato in quel momento. Perciò, qualora la progressione dei numeri non sia coerente, vale la pena chiedere spiegazioni. A maggior ragione se mancano proprio gli anni "centrali" della vita dell'auto.
Inoltre c'è un secondo livello di verifica che non impone competenze tecniche particolari. L'usura degli interni racconta quanto è stata usata davvero la vettura. Un volante consumato nei punti di presa, un sedile di guida in brutte condizioni, pedali con la gomma quasi liscia e una leva del cambio segnata, infatti, mal si conciliano con un contachilometri che indica poche decine di migliaia di chilometri.
È proprio questo il confronto suggerito, poiché l'usura interna è molto più difficile da ripristinare rispetto a un numero su un display.
Quadro strumenti di un'auto usata con il chilometraggio indicato sul display
I danni da incidente possono essere difficili da individuare
Un sinistro, anche importante, non lascia necessariamente tracce evidenti dopo una riparazione eseguita a regola d'arte. Una carrozzeria rimessa a nuovo può nascondere un intervento strutturale che incide sulla sicurezza e, in ogni caso, sul valore del mezzo.
Pertanto la verifica di eventuali incidenti pregressi è uno dei passaggi più delicati dell'intero processo d'acquisto.
Alcuni indizi si colgono anche senza essere carrozzieri. Occorre quindi osservare l'auto all'aperto, con illuminazione naturale, guardandola di sbieco lungo le fiancate. I segnali da approfondire sono le differenze di tonalità o di finitura, le superfici che riflettono la luce in modo irregolare e la presenza di vernice in punti dove non dovrebbe esserci.
Analogamente sono molto rilevanti le fughe tra i pannelli, cioè gli spazi tra cofano e parafanghi o tra portiere e montanti. Quando c'è una differenza, spesso significa che qualcosa è stato smontato e rimontato.
Altri elementi utili da controllare sono i fari e i vetri. Se un solo gruppo ottico sembra più nuovo degli altri o un cristallo riporta un marchio diverso rispetto al resto della vettura, c'è stata una sostituzione.
Poi meritano un'occhiata i punti di saldatura nel vano motore e sotto i tappetini del bagagliaio, dove le lavorazioni non originali si riconoscono per l'aspetto irregolare. Infine un'usura anomala e asimmetrica degli pneumatici può indicare un assetto che non è tornato perfettamente in ordine dopo un urto.
Non fidarsi solo dell'aspetto dell'auto usata (anche se sembra bellissima)
L'ispezione non è sufficiente perché un lavoro di ripristino certosino può essere del tutto invisibile a occhio nudo.
Anche quando la carrozzeria e gli interni sembrano in ottime condizioni, è importante capire come sapere se un auto ha avuto incidenti in passato. Perciò bisogna confrontare le informazioni disponibili con i documenti forniti dal venditore e con le condizioni effettive del veicolo.
Il principio di base è piuttosto semplice. Le tre fonti, ovvero quello che dice il venditore, quello che dicono le carte e quello che si vede sull'auto, devono raccontare la stessa storia. Quando una delle tre stona, non è necessariamente una truffa ma è certamente qualcosa da chiarire prima di procedere con l'acquisto.
I vizi occulti si manifestano (spesso) dopo l'acquisto
I problemi non nascono sempre e soltanto dalla volontà di ingannare. Alcuni difetti non vengono dichiarati dal vecchio proprietario e non sono noti nemmeno al venditore. Rientrano in questa categoria i guasti al motore o al cambio, le perdite di liquidi, i malfunzionamenti dell'impianto elettrico, le sospensioni logorate, le riparazioni strutturali mal eseguite e i ricambi non originali montati in modo approssimativo.
In termini tecnici e nel linguaggio giuridico si parla di vizi occulti. Si tratta perciò di difetti già presenti al momento della vendita ma non ragionevolmente riconoscibili con un esame ordinario del veicolo.
Tra gli esempi ricondotti a tale categoria ci sono proprio i danni strutturali da incidente, i guasti a motore o trasmissione, la manipolazione del contachilometri e la presenza di componenti sostituiti e non dichiarati.
La differenza rispetto a un normale segno d'usura sta nella possibilità di accorgersene durante l'ispezione del mezzo.
Una perizia indipendente può essere vantaggiosa e necessaria
Quando l'acquirente non si sente in grado di valutare la parte meccanica, portare con sé un tecnico di fiducia o commissionare una perizia indipendente è la scelta più razionale. Un controllo su ponte permette di vedere il sottoscocca, lo stato dei supporti, eventuali tracce di ruggine, di riparazioni, le condizioni reali dell'impianto frenante e delle sospensioni.
La prova su strada è comunque indispensabile e va fatta su percorsi diversi, non limitandosi a fare il giro dell'isolato. Ma da sola non può dire tutto. Molte anomalie emergono a motore caldo, sotto carico o dopo diverse decine di chilometri. Spendere una cifra contenuta per una verifica professionale talvolta è molto meno costoso di una riparazione scoperta a distanza di alcuni mesi.
Meccanico che esegue un controllo tecnico sul sottoscocca di un'auto usata
Controllare i documenti con la stessa attenzione dedicata all'auto
Le carte devono confermare la storia che racconta il veicolo. Il primo passaggio è verificare che il numero di telaio impresso sulla scocca corrisponda esattamente a quello riportato sul documento unico di circolazione e proprietà.
Vanno controllate anche le targhe, la data di prima immatricolazione, la classe ambientale e i dati tecnici perché una discrepanza anche minima impone una spiegazione.
Poi ci sono i documenti inerenti alla manutenzione. Libretto dei tagliandi, fatture dell'officina, ricevute degli interventi più importanti e certificati di revisione permettono di ricostruire la cura che è stata data al mezzo. L'assenza totale di documentazione non è di per sé una prova di irregolarità, però toglie all'acquirente gran parte degli strumenti di verifica.
Bisogna poi accertarsi che chi vende sia effettivamente il proprietario o abbia titolo per farlo (e che non risultino situazioni particolari legate al veicolo). Se qualcosa non torna, il momento per chiarirlo è prima della firma. Dopo è troppo tardi.
Proteggersi durante il pagamento e la consegna
L'ultima fase è quella in cui si concentrano i danni economici maggiori. La regola principale è vedere e provare l'auto prima di versare qualsiasi somma. Le richieste di acconto per bloccare il mezzo, per coprire presunte spese di trasporto o per una spedizione da un'altra regione sono uno degli schemi più ricorrenti nelle segnalazioni di truffa degli ultimi anni.
Conviene sempre identificare il venditore e verificare che i suoi dati coincidano con quelli riportati sui documenti del veicolo. Il pagamento va fatto con strumenti tracciabili, evitando il contante per importi rilevanti e diffidando da richieste di bonifici su conti intestati a terzi o conti esteri senza una ragione chiara.
L'atto di vendita deve essere scritto e deve contenere i dati dell'auto, il chilometraggio dichiarato, il prezzo e le condizioni concordate, così da avere un riferimento in caso di contestazione. Il passaggio di proprietà va poi completato nei tempi previsti. Finché non è registrato, infatti, le responsabilità restano in capo al venditore.
Per gli acquisti online serve un'attenzione aggiuntiva. Esistono siti clonati che imitano portali di annunci noti, con indirizzi web quasi identici a quelli originali. Potrebbero essere inviati messaggi che invitano a pagare tramite link esterni oppure a inserire credenziali bancarie in pagine di finto pagamento protetto.
Nessuna piattaforma seria chiede codici dispositivi o dati completi della carta per concludere una trattativa tra privati, come ricordano periodicamente le principali testate automobilistiche italiane.
Pochi controlli evitano un errore costoso
Come abbiamo visto, non esiste un singolo controllo in grado di svelare ogni problema.
La sicurezza nasce dalla somma di più verifiche. Ovvero la credibilità di chi vende, la coerenza dei documenti, la storia del veicolo, un'ispezione fisica attenta, una prova su strada adeguata e, quando serve, il parere di un professionista.
L'obiettivo non è arrivare a diffidare di ogni auto usata, perché il mercato offre moltissime occasioni oneste e vetture curate. Si tratta piuttosto di pretendere che condizioni, storia e documentazione raccontino la stessa cosa. Quando questi tre elementi coincidono, l'acquisto diventa quello che dovrebbe essere, cioè un buon affare anziché una scommessa o una cambiale in bianco.
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