Tre rapinatori, travisati da caschi da motociclista o da maschere di carnevale, armati di pistole automatiche e coltelli, avevano portato a segno diverse rapine in
danno di alcuni esercizi commerciali, principalmente supermercati e tabaccherie, facendo anche ricorso a violenza gratuita contro le persone per raggiungere il loro obiettivi.
Dalle indagini è emerso che gli appartenenti alla “baby-gang” erano tre minorenni, il più piccolo aveva tredici anni. I tre soggetti, tuttavia, hanno manifestato una non indifferente capacità organizzativa. I tre, ripresi dai sistemi di videosorveglianza degli esercizi commerciali rapinati, conducevano le azioni criminose con velocità e precisione puntando le pistole alla nuca delle vittime in alcuni casi anche colpendole con il calcio della pistola. Mentre due di loro erano stati identificati e arrestati lo scorso marzo, per Giacalone i Carabinieri hanno dovuto utilizzare le impronte digitali rilevate in una delle prime rapine ai danni di un supermercato. Sono state effettuate diverse perquisizioni, in quella effettuata presso l’abitazione del giovane gli investigatori hanno rinvenuto una pistola scacciacani modificata senza tappo rosso ed una discreta quantità di sostanza stupefacente.
Pietro Giacalone, dopo le formalità di rito, è stato tradotto presso l’istituto penale per minori Malaspina di Palermo, in attesa di essere poi tradotto presso il carcere dell’Ucciardone ove vi rimarrà fino a nuova disposizione dell’Autorità Giudiziaria, in quanto benché la rapina sia stata commessa quando era ancora minorenne, da poco più di un mese ha compiuto 18 anni.