Lite Sodano- D'Alì: rigettata la richiesta di risarcimento danni del Senatore contro il Prefetto
Nel 2006 D'Alì intraprese l'azione civile per diffamazione a mezzo stampa nei confronti di Sodano e della redazione del programma televisivo di Rai Due Anno Zero poiché durante la puntata del 5 ottobre del 2006, il Prefetto aveva dichiarato che era stato trasferito ad Agrigento – mentre D’Alì era sottosegretario all’Interno – dopo che aveva scoperto il tentativo di Cosa Nostra di ritornare in possesso di un’azienda ch’era stata sequestrata al boss Vincenzo Virga. Sodano indicò in D’Alì il promotore di quel trasferimento.
«Sono assolutamente allucinato da questa montatura. E non ne capisco le motivazioni», replicò l' ex sottosegretario. «Io mi sento un uomo delle istituzioni. E mi sento di esserlo stato con assoluta correttezza per cinque anni». E’ avviò il giudizio civile, concluso pochi giorni fa con il non accoglimento della richiesta di D'Alì.
“E' una sentenza molto importante – commenta oggi il difensore di Sodano, l'avvocato Giuseppe Gandolfo -. Su D'Alì pende un procedimento penale per concorso esterno in associazione mafiosa e tra i tanti capitoli approfonditi dalla DDA di Palermo vi è proprio quello delle possibili ingerenze nel trasferimento del Prefetto Sodano da Trapani”.
Anche il Senatore D'Alì è comunque soddisfatto. Durante la fase di istruzione del processo, Sodano lo aveva accusato (proponendo una cosiddetta "domanda riconvenzionale") di aver accelerato, facendolo trasferire repentinamente e senza alcuna giustificazione tra Trapani, il decorso della sua malattia. Il Prefetto infatti soffre dal 2003 di sclerosi laterale amiotrofica. Il giudice ha ritenuto inammisibile questa istanza.
“La sentenza ha rigettato la riconvenzionale di Sodano nei mie confronti – commenta D'Alì - condannando il Prefetto Sodano e me alla compensazione vicendevole delle spese. Il giudice ha riconscouto che io non ho mai chiesto il trasferimento del Prefetto Sodano e non ho "abusato di potere" nella mia qualità di sottosegretario. Addirittura nella sentenza è scritto che se lo avessi fatto sarebbe rientrato nei mio doveri o comunque nelle competenze di un Sottosegretario all Interno".
Facendo sintesi di queste posizioni possiamo dire che, in pratica, Sodano non ha diffamato D'Alì , tuttavia il suo trasferimento da Trapani ad Agrigento avrebbe potuto “astrattamente rientrare nell'esercizio dei poteri istituzionali”.
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