10/10/2011 04:04:54

"Messina Denaro è nel trapanese". Parola del killer di Don Puglisi. Stragi '93: oggi nuova sentenza

 A me raccomando' di scappare in Venezuela e mi disse che avrebbe fatto lo stesso se non avesse avuto delle responsabilita'. Lui aveva la responsabilita' di essere il capo mandamento della provincia di Trapani. Non ha mai lasciato l'Italia ne' la Sicilia perche' li' c'e' chi lo protegge, e con quello che sta succedendo ai collaboratori di giustizia e' anche tranquillo: nessuno lo tradira' mai". A sostenerlo e' Salvatore Grigoli, uno dei killer piu' spietati di Cosa Nostra, assassino reo confesso di don Puglisi e implicato nelle stragi di Firenze e negli attentati di Roma.

In un'intervista su Sette, in edicola giovedi', Grigoli da' la sua versione su dove sia il temuto latitante.E il suo legale, l'avvocato Maria Carmela Guarino, commentando le dichiarazioni del suo assistito aggiunge che "da un lato il governo si prende i meriti degli arresti, dall'altro boicotta la lotta alla mafia. Senza intercettazioni e senza pentiti gli arresti non si possono fare. I processi per le stragi sono la prova dei risultati ottenuti grazie ai collaboratori di giustizia, sono state le loro dichiarazioni a spianare la strada per arrivare alla verita'. Forse e' quello che non si vuole".

STRAGI '93. A quanti interessa e ci hanno seguito e sostenuto in questo difficilissimo e importante periodo, comunichiamo che la sentenza per il processo a Francesco Tagliavia per la strage di via dei Georgofili e di tutte le altre stragi del 1993-1994, è prevista per domani 5 Ottobre 2011 in serata, presso il Tribunale di Santa Verdiana Aula bunker di Firenze.
Naturalmente salvo imprevisti.
Confidiamo nella divulgazione del messaggio, per la massima partecipazione, affinchè la mafia "cosa nostra" ancora una volta senta tutto il peso e la responsabilità di quanto si è permessa di mettere in atto la notte del 27 Maggio 1993 nel centro storico di Firenze.
"Cosa nostra" capeggiata da Salvatore Riina e Bernardo Provenzano, a Firenze la notte del 27 Maggio 1993, ha ucciso cinque dei nostri parenti più cari e ne ha feriti 48 causando invalidità gravissime e irreversibili.
Ma soprattutto "cosa nostra" il 27 Maggio 1993 ha messo in discussione, come risulta oggi fin troppo evidente agli occhi di tutti, la democrazia stessa del nostro Paese.
Vi aspettiamo!

Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili