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03/06/2026 07:00:00

Messina Denaro, nuove ombre sui fiancheggiatori: c'è un avvocato massone e una misteriosa “Miss X”

L’inchiesta sui legami e sugli affari che avrebbero sostenuto la lunga latitanza di Matteo Messina Denaro continua ad allargarsi. Gli investigatori stanno approfondendo le dichiarazioni di nuovi collaboratori di giustizia che fanno emergere figure ancora senza nome: un professionista legato alla massoneria e una donna descritta come protagonista di traffici internazionali di droga.

A rilanciare nuovi spunti investigativi è Giuseppe Bruno, figlio di un imprenditore ritenuto vicino agli ambienti mafiosi di Bagheria. Secondo quanto riferito ai magistrati della Direzione distrettuale antimafia di Palermo, molte delle informazioni su Messina Denaro gli sarebbero arrivate attraverso Mimmo Scimonelli, considerato uno degli uomini di fiducia del capomafia di Castelvetrano.

Nel corso degli interrogatori, Bruno ha raccontato di aver conosciuto Giacomo Tamburello, indicato dagli inquirenti come narcotrafficante e presunto intermediario negli investimenti del boss all’estero. L’incontro sarebbe avvenuto nei primi anni Duemila a Mazara del Vallo, durante una riunione organizzata da esponenti vicini agli ambienti mafiosi.

 

Il riferimento a un avvocato massone

Tra i passaggi più rilevanti delle dichiarazioni del collaboratore emerge il racconto di contatti avuti tra il 2012 e il 2014 con un avvocato di Castelvetrano. Bruno sostiene che il professionista, che lavorava in uno studio associato insieme a una collega, fosse affiliato alla massoneria.

Secondo il pentito, il legale sarebbe entrato in contatto con il suo gruppo durante un progetto finalizzato alla creazione di una società finanziaria per il rilascio di fideiussioni. In quel contesto sarebbe emerso anche il nome di Tamburello, collegato a una società appartenente a una famiglia di Campobello di Mazara che il gruppo stava valutando di acquisire.

Bruno ha inoltre dichiarato agli investigatori che eventuali tracce dei rapporti con il professionista potrebbero trovarsi nelle sue vecchie caselle di posta elettronica, elemento che potrebbe aiutare a identificarlo.

 

I traffici di droga e la figura della “Miss X”

Nelle sue ricostruzioni, Tamburello sarebbe stato coinvolto in attività di traffico internazionale di hashish dal Marocco e di eroina, per poi investire nel commercio all’ingrosso della cocaina. Un sistema che, secondo il collaboratore, consentiva di offrire stupefacenti a prezzi particolarmente competitivi grazie al pagamento immediato delle forniture.

È proprio in questo contesto che compare una figura femminile ancora avvolta nel mistero. Bruno ha riferito di aver appreso dal boss Giuseppe Calvaruso dell’esistenza di una donna coinvolta nel traffico di droga, descritta come particolarmente affascinante. Gli investigatori stanno cercando di capire chi si nasconda dietro questa enigmatica “Miss X”.

 

Nuove piste investigative

Il collaboratore sostiene infine che Tamburello e l’avvocato indicato nelle sue dichiarazioni avrebbero operato per conto di Messina Denaro nel settore degli stupefacenti, garantendo l’approvvigionamento di cocaina e hashish a costi inferiori rispetto a quelli praticati dai gruppi criminali calabresi.

Le rivelazioni del pentito rappresentano adesso uno dei nuovi filoni d’indagine attraverso cui la Procura di Palermo punta a ricostruire la rete di relazioni, protezioni e affari che avrebbe sostenuto il boss mafioso fino agli ultimi anni della sua latitanza.