Messina Denaro: ridotta a 9 anni in appello la condanna a Laura Bonafede
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La Corte d'Appello di Palermo ha ridotto da 11 anni e 4 mesi a 9 anni di reclusione la condanna nei confronti di Laura Bonafede, l'insegnante di Campobello di Mazara ritenuta legata sentimentalmente al boss Matteo Messina Denaro. I giudici hanno confermato la responsabilità della donna per il reato di associazione mafiosa, riconoscendo però una riduzione della pena rispetto al primo grado.
Bonafede, figlia dello storico capomafia di Campobello Leonardo Bonafede, era stata arrestata nell'ambito delle indagini seguite alla cattura del boss, avvenuta il 16 gennaio 2023.
Il rapporto con il boss e le accuse della Procura
Secondo l'accusa, la donna non sarebbe stata soltanto la compagna del capomafia durante gli anni della sua lunga latitanza, ma avrebbe avuto un ruolo attivo nel mantenere i collegamenti con l'organizzazione mafiosa.
Per i magistrati avrebbe contribuito alla gestione della rete di comunicazioni del boss, condividendone informazioni riservate e sostenendone l'operatività durante il periodo trascorso in clandestinità.
Un impianto accusatorio fondato anche sul materiale sequestrato dopo l'arresto di Messina Denaro: numerosi "pizzini", lettere e appunti nei quali emergeva il rapporto personale tra i due, insieme a riferimenti alle dinamiche interne di Cosa nostra.
Le dichiarazioni in aula
Nel corso del processo di primo grado, Laura Bonafede aveva scelto di rendere dichiarazioni spontanee, raccontando la relazione con il boss da una prospettiva personale.
«Io ho conosciuto un lato buono perché era una persona spiritosa, educata e divertente», aveva detto, descrivendo gli incontri con Messina Denaro come momenti che le consentivano di allontanarsi dalle difficoltà della vita quotidiana.
La sua versione, tuttavia, non aveva convinto i giudici, che avevano accolto l'impostazione della Procura, pur infliggendo una pena inferiore ai 15 anni di reclusione richiesti dai pubblici ministeri.

Una relazione durata per anni
Dalle indagini è emerso che il legame tra Laura Bonafede e Matteo Messina Denaro sarebbe proseguito per molti anni, adattandosi alle esigenze della latitanza del boss.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, dopo l'arresto della sorella del capomafia, nel 2013, gli incontri sarebbero diventati più difficili a causa dell'intensificarsi dei controlli nel territorio di Campobello di Mazara, senza però interrompere il rapporto.
Le indagini hanno inoltre documentato che Messina Denaro aveva instaurato un rapporto molto stretto anche con la figlia dell'insegnante, già condannata per favoreggiamento. Pochi giorni prima della cattura, le telecamere di videosorveglianza immortalarono inoltre un incontro tra il boss e Laura Bonafede all'interno di un supermercato di Campobello di Mazara.
Con la sentenza d'appello viene dunque confermata l'impostazione accusatoria sul ruolo della donna nell'organizzazione mafiosa, mentre resta rideterminata la pena a 9 anni di reclusione.
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