Processo a Floriana Calcagno, udienza a porte chiuse. Sentita una testimone della difesa
Udienza a “porte chiuse” nel processo con rito abbreviato che, in Tribunale, a Marsala, vede imputata Floriana Calcagno, insegnante, una delle amanti del defunto boss mafioso Matteo Messina Denaro.
La donna deve rispondere di favoreggiamento aggravato e procurata inosservanza di pena. A chiedere le porte chiuse è stato l’avvocato difensore Ferdinando Di Franco. Il legale ha chiesto al presidente del collegio giudicante (Alfonso Malato) di far uscire dall’aula “Paolo Borsellino” tutte le persone che non avevano un ruolo nel processo, giornalisti compresi. E trattandosi di rito abbreviato, il tribunale non ha potuto opporsi alla richiesta.
Ad essere ascoltata, su richiesta della difesa, è stata Girolama Accardo, di Campobello di Mazara (Trapani), anziana vicina di casa e conoscente dell’imputata. La Accardo, inoltre, nel 2022, vendette ad Andrea Bonafede l’appartamento che poi venne adibito a “covo” dell’allora latitante boss mafioso Matteo Messina Denaro.
E’ possibile, quindi, che la difesa abbia chiesto alla testimone se abbia mai visto l’imputata da quelle parti. E se era in compagnia di qualcuno. La Accardo vive in una palazzina che ha un cortile in comune con l’abitazione venduta a Bonafede, ma non avrebbe mai sospettato che l’ospite fosse il superlatitante. Floriana Calcagno si era spontaneamente presentata ai magistrati della procura di Palermo il 21 gennaio 2023, cinque giorni dopo l’arresto del capomafia. Ai pm raccontò di aver scoperto solo allora chi fosse l’uomo che per mesi aveva frequentato e con cui aveva avuto una relazione, sostenendo che a lei si era presentato col nome di Francesco Salsi e che le aveva detto di essere un medico anestesista in pensione. I due, sempre nel racconto della Calcagno, si sarebbero conosciuti nel 2022 in un supermercato a Campobello di Mazara. Ma le indagini del Ros hanno accertato che il ruolo dell’insegnante negli ultimi due anni di latitanza del boss sarebbe stato ben altro: lei e il ricercato si sarebbero frequentati a lungo e l’insegnante avrebbe ospitato l'amante nella sua casa al mare. Diverse le immagini visionate dopo la cattura del padrino in cui i due sono insieme in auto, in cui lei lo “scorta” precedendolo con la sua macchina per accertarsi che non ci siano posti di blocco o gli porta pacchi nel covo di Campobello di Mazara. A sostenere l’accusa nel processo è il pm della Dda di Palermo Bruno Brucoli. Al termine dell’udienza, quando è stata riaperta la porta dell’aula “Borsellino”, l’avvocato Di Franco si è lamentato con l’unico giornalista presente in quel momento per come la stampa ha trattato il caso Calcagno, senza però voler scendere, a specifica domanda, nel “dettaglio” delle contestazioni.
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