Il palazzo sul lungomare di Marsala. Anche la Cisl vuole vederci chiaro
Con una nota inviata al sindaco Renzo Carini la Cisl ha parlato di “metodologia superficiale di valutazione sia dall’autorizzazione sbrigativa della messa in opera”.
Per il sindacato, dopo lo stop dei lavori disposto dai giudici contabili le conseguenze adesso ricadono sui capitali d’impresa che verranno compromessi, maestranze e operai che rimarrebbero disoccupati.
“Se criteri di competenza e senso di responsabilità sono venuti miseramente meno, - chiede al sindaco la Cisl - quali verifiche e provvedimenti si rendono necessari? Non sono una garanzia per cittadini consapevoli e rispettosi delle regole civili?”
Il palazzo in costruzione sorge proprio sul lungomare di Marsala, al posto della ex scuola Carpe Diem. Lo scorso settembre la ditta Busetta Costruzioni inizia i lavori. Demolisce il vecchio stabile, solo pian terreno, e inizia a costruire la palazzina. Proprietario dell’area è l'architetto Giancarlo Rizza, che è anche direttore dei lavori. Dal Comune di Marsala nessuno parla, la concessione edilizia viene tacitamente rilasciata con la formula del silenzio assenso. Ma la nuova costruzione ha il 35% di cubatura in più e mentre i vicini vedono negato il proprio diritto al cosiddetto “panorama”, gli altri cittadini si interrogano su come sia stato possibile autorizzare questi lavori. Anche perché non viene difficile notare la differenza di cubatura tra questo stabile e quello che c’era prima. Intanto ben sue perizie giurate dicevano che la volumetria era la stessa."Quando abbiamo fatto notare la cosa ai dirigenti del Comune - raccontano i vicini - ci hanno detto che era tutto a posto, perchè c'era l'autocertificazione...". Si scoperchiano altre vicende. Perché il palazzo, per aumentare la volumetria, era obbligatorio costruirlo secondo i principi del risparmio energetico. Ma così non è stato fatto. Inoltre, come si è soliti fare a Marsala per manufatti poco in linea con le norme, si è lavorato di notte.
Dopo essersi rivolti inutilmente al Comune, al Tar i cittadini avanzano la richiesta di annullare la concessione edilizia per la costruzione della palazzina. Tra le ragioni presentate davanti al giudice amministrativo viene portata anche la questione della distanza dei trenta metri dal mare. E poi l’edificio ricadrebbe in zona archeologica.
Il Comune di Marsala si difende come può. “In quel punto non c’è nessun vincolo archeologico”. Avanza anche l’inammissibilità del ricorso “per carenza di interesse concreto ed attuale dei ricorrenti”.
Ma il Tar sentenzia che “il Comune avrebbe dovuto negare la censurata concessione edilizia nei termini richiesti. La ricostruzione dell’edificio, quindi, seppur assentibile avrebbe dovuto essere autorizzata nei limiti della cubatura già posseduta”.
Il mercato dell'usato è il canale ideale per acquistare un veicolo spendendo molto meno del nuovo. E i numeri dei passaggi di proprietà lo confermano ogni anno.
Ma un annuncio scritto bene e una carrozzeria lucida...
Non tutto il porto di Trapani è fuori dalla candidatura MaB Unesco delle Saline di Sicilia.Dopo mesi di polemiche, richieste di chiarimento e una mediazione politica costruita attorno all’idea di escludere lo scalo dal perimetro, adesso...
Mezzo secolo dietro lo stesso bancone. Il 16 settembre la Merceria Licari Necchi di Marsala compie cinquant'anni: era il 1976 quando Raffaele Licari e la moglie Paola Rallo iniziarono un'attività che oggi coinvolge...
Dallo Specchio di Venere alle saline di Trapani e Paceco, passando anche per un volo di linea. È il viaggio di un giovane fenicottero rosa recuperato in difficoltà a Pantelleria e successivamente rimesso in libertà grazie alla...
Vivere con un cane, soprattutto in un territorio come il nostro, fatto di montagne, sentieri e stagioni nette, significa condividere una quotidianità che porta con sé responsabilità precise. Un cane sano non...