Respinto per due volte il patteggiamento. Comincia il processo al piromane di Erice
Castiglione ha chiesto, tramite i suoi legali per ben due volte di poter patteggiare la pena, ma la richiesta è stata respinta dai giudici in entrambi i casi. Il Tribunale di Trapani, proprio qualche giorno fa, presieduto da Alessandra Camassa, ha rigettato l'ultima richiesta di patteggiamento avanzata dall’ avv. Maria Grazia Todaro, difensore dell’imputato. Giù in un'altra occasione l'imputato, 34 anni, di Valderice, aveva provato a definire la sua posizione con rito alternativo.
La prima richiesta era stata formalizzata nel corso dell’udienza preliminare. Il pubblico ministero aveva prestato il consenso. La richiesta della difesa era stata duramente contestata dal sindaco di Erice Giacomo Tranchida. La richiesta di patteggiamento, che prevedeva una pena finale di due anni di reclusione, era stata alla fine rigettata dal gup.
«Non appare giustificata - aveva scritto il giudice - la concessione delle attenuanti generiche non essendo sufficiente a giustificarla la incensuratezza dell’imputato considerata la estrema gravità del fatto, la reiterazione della condotta, il danno elevatissimo derivato dall’incendio di oltre 300 ettari di flora boschiva, e tenuto conto dell’atteggiamento processuale dell’imputato che dopo essersi avvalso della facoltà di non rispondere in sede di interrogatorio di garanzia e aver negato ogni responsabilità in sede di interrogatorio reso avanti al pubblico ministero ha ammesso l’addebito solo quando si è reso conto dei gravissimi indizi emersi a suo carico, senza però fornire adeguata motivazione della sua condotta gravemente criminosa».
Vincenzo Castiglione aveva presentato un’ulteriore richiesta di patteggiamento anche questa rigettata. Il gup aveva disposto il rinvio a giudizio. In apertura del processo, l’avv. Maria Grazia Todaro aveva formalizzato un’ulteriore richiesta di patteggiamento. Il pubblico ministero Franco Belvisi aveva prestato il consenso ritenendo la pena di tre anni di reclusione commisurata alle responsabilità dell’imputato. I giudici hanno però deciso di rigettare l’istanza non ritenendo la pena congrua. Gli atti sono stati trasmessi ad un altro collegio per la celebrazione del processo con rito ordinario. E l’apertura è prevista per oggi.
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