Sonia Alfano: "Dopo Salemi, Sgarbi la smetta con la politica". Lui: "Menzogne ed ignoranza"
era ovvio che Vittorio Sgarbi non potesse candidarsi a sindaco di Cefalù dopo quanto accaduto a Salemi, cittadina abbandonata nelle mani della mafia da un sindaco assente e con frequentazioni a dir poco ambigue. Purtroppo Sgarbi continua ad assumere un atteggiamento presuntuoso ed irresponsabile proponendo ricorso. Ha tirato in ballo persino la Corte di Strasburgo. Se avesse una coscienza politica si tirerebbe indietro, ma da un personaggio che denomina la propria lista ‘concorso esterno’ non ci si può aspettare altro che questo. Ricordo anche che Sgarbi ha spesso lanciato assurde invettive sull’inesistenza della mafia, affermando che i familiari delle vittime innocenti la stessero utilizzando come pretesto per i propri interessi”.
E’ il commento del Presidente della Commissione CRIM (sul crimine organizzato, la corruzione e il riciclaggio di denaro) del Parlamento Europeo, Sonia Alfano, alla notizia dell’incandidabilità di Vittorio Sgarbi alla carica di primo cittadino del Comune di Cefalù, ai sensi dell’art. 143 della legge 267 del 2000, testo unico sugli enti locali.
“Piuttosto che minacciare querele contro chiunque cerchi di tutelare la Sicilia da comportamenti come il suo – aggiunge – Sgarbi torni a fare il critico d’arte e lasci perdere la politica e l’amministrazione della cosa pubblica, che necessitano di competenze e credibilità di cui lui è evidentemente sprovvisto. Sarebbe inoltre opportuno – ha concluso – che l’ex sindaco di Salemi smettesse di gettare fango sulle forze dell’ordine che quotidianamente rischiano la vita per garantire sicurezza ai cittadini nonostante le mille difficoltà”.
LA REPLICA. «Le forze dell’ordine a Salemi non rischiano niente. Rischiano i cittadini onesti che vengono infangati con accuse false e indagini infondate.
La Alfano dimentica che l’unico elemento su cui poggia lo scioglimento di Salemi non è in fatti criminosi ma nelle dichiarazioni di un pubblicitario come Oliviero Toscani che ha mentito nella sua ignoranza confondendo la giunta con la sala d’aspetto.
La sentenza del Tribunale di Marsala è un insieme di menzogne fondate sull’ignoranza, a partire della richiesta inesistente del ministro Cancellieri a cui è stato arbitrariamente attribuito di aver chiesto la mia incandidabilità con una sentenza ad personam, mentre la richiesta del ministro riguardava, per sua stessa ammissione, il solo consiglio comunale, senza nessun riferimento personale.
Troppo facile eliminare i nemici con false accuse, e schiacciare una città sotto una mafia che non c’è per l’indagine su un cittadino che ha un ruolo politico, come la Alfano, e che non può essere definito, ridicolmente, «già processato ed assolto».
In questa logica Alfano dovrebbe rispondere dei suoi alleati del Pd che hanno fatto liste con l’MPA guidato da un politico processato per mafia e non ancora assolto.
Ma la mancanza di rispetto per la verità di questi nemici della Sicilia, come Sonia Alfano, merita, come sola risposta, le parole di Agnese Borsellino in visita a Salemi: «Come siciliana sono felicissima della scelta di Sgarbi che da Nord ha scelto di fare il sindaco in una cittadina siciliana. Vedo nel lavoro di Sgarbi un’azione missionaria. Sono convinta che, grazie anche lui, comincerà una nuova stagione… E’ stata scelta una persona che viene da lontano, per far sì che, non con le chiacchiere ma l’azione, e soprattutto il linguaggio eterno dell’arte, si possano trasmettere valori positivi... ».
Intanto Vittorio Sgarbi domani domenica 22 aprile terrà un comizio alle 19,00 in Piazza Duomo a Cefalù.
Sgarbi è candidato alla carica di sindaco sostenuto dal «Partito della Rivoluzione» e dalla lista civica «Cefalù cambia».
«Sono - dice il critico d’arte – più determinato di prima. Dopo tutti questi “avvertimenti” la campagna elettorale non può che continuare con più tenacia. Debbono essere i cittadini di Cefalù a stabilire chi debba fare il sindaco»
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