L'Arci: "Il Cie di Trapani - Milo è per gli immigrati un girone infernale"
La delegazione, ribadisce le sue critiche alle strutture di detenzione chiedendone l'immediata chiusura. Il periodo di detenzione medio a Trapani e' di 5 mesi, ma alcuni migranti, per lo piu' tunisini senza documenti di riconoscimento, sono rinchiusi gia' da 8 mesi nella struttura.
Il Cie di Trapani Milo, dove nei giorni scorsi c'erano state proteste, fughe e 70 detenuti avevano deciso lo sciopero della fame e della sete, si e' presentato alla delegazione Arci giudata dalla parlamentare Pd Alessandra Siragusa, come ''un super carcere, con alte mura che dividono i vari bracci impedendo qualsiasi comunicazione tra di essi.
Quel che colpisce subito come un pugno nello stomaco - hanno riferito al termine della visita gli operatori umanitari - e' la situazione di estremo degrado, strutturale, igienico e sanitario. Le stanze, sporche, maleodoranti e spoglie, contengono ognuna sei brandine, sprovviste di lenzuola e cuscini.
I bagni, privi di porte, non hanno docce funzionanti.
La sala mensa non viene usata per 'motivi di sicurezza', e ai migranti, aperto un cancello, viene fornito un sacchetto di plastica con dentro il cibo, di cui lamentano la qualita' e la scarsita', che viene consumato per terra''.
Nonostante le rassicurazioni del medico, che ha definito la situazione sanitaria ''d'eccellenza'', la delegazione ha riscontrato ''una evidente violazione del diritto alla salute, che si manifesta sia per la carenza di strumentazioni d'urgenza, sia per l'incuria a cui sono abbandonati i malati: un ragazzo col braccio lesionato aspetta da quattro mesi di essere visitato, un altro dovrebbe essere operato a un occhio, tre cardiopatici non ricevono l'assistenza necessaria''.
Il medico ha anche riferito che ci sono stati negli ultimi tempi ben 50 atti di autolesionismo e alcuni tentativi di suicidio.
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