Sette mesi dopo la denuncia del fratello di Peppino, Giovanni, sulle pagine di Repubblica, la Regione Siciliana ha avviato l’esproprio dell’area. E così, 34 anni dopo, sorgerà presto un altro luogo della memoria.
Dice Giovanni Impastato: «Fino a ieri, questo era solo un luogo dimenticato dallo Stato e oltraggiato da chi considera ancora mio fratello come un personaggio scomodo. Ma per fortuna, quel casolare è rimastosempre meta di un silenzioso pellegrinaggio di tante persone, da tutta Italia. Oggi, potrà diventare anche luogo di
incontro e di riflessione».