Vino biologico, l'Ue dà il via libera
La nuova normativa entrerà in vigore il 1° agosto 2012 e pertanto con la prossima vendemmia.
Nonostante ciò sarà possibile etichettare come “vino biologico” anche produzioni antecedenti a condizione che il produttore dimostri che il vino sia stato ottenuto nel rispetto del regolamento.
In etichetta dovrà obbligatoriamente figurare il “logo comunitario” che caratterizza le produzioni biologiche, secondo quanto previsto dal regolamento (CE) n. 271/2010, nonché il numero dell’organismo di certificazione e quello identificativo dell’operatore.
Dopo anni di stallo, di proposte presentate e ritirate, di mancati accordi tra gli Stati, il Comitato permanente per la produzione biologica (SCOF) ha raggiunto l'intesa definitiva, approvando, le norme per quello che a partire già da quest'anno potrà essere classificato come “vino biologico”.
Il vino biologico, che deve ovviamente essere prodotto utilizzando uve biologiche come definite nel regolamento (CE) n. 834/2007.
- Il nuovo regolamento stabilisce un insieme di pratiche enologiche e di sostanze, definite nel regolamento (CE) n. 606/2009 relativo all’organizzazione comune del mercato vitivinicolo, da utilizzare per i vini biologici - .
Trovata intesa sulla questione più spinosa, quella dell'anidride solforosa: il tenore massimo di solfito per il vino rosso è stato stabilito in 100 mg per litro (150 mg/l per il vino convenzionale) e per il vino bianco/rosé a 150mg/l (200 mg/l per il convenzionale).
Le norme previste dal regolamento (CE) n. 203/2012, daranno finalmente, la certezza che un “vino biologico” sia stato prodotto applicando norme di produzione più rigorose.
Inoltre contribuiranno non soltanto a facilitare il funzionamento e la tracciabilità del mercato nazionale, ma anche a rafforzare la posizione che i vini biologici dell’UE detengono a livello internazionale, dato che molti altri Paesi produttori di vino (USA, Cile, Australia, Sudafrica) hanno già stabilito norme per i vini biologici.
- Grazie, quindi, alle nuove norme, sarà possibile garantire una maggiore trasparenza e permettere un migliore riconoscimento da parte dei consumatori, sempre più attenti all’acquisto e alla consumazione dei vini - .
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