Si è conclusa a Bari la tre giorni che ha riunito per la prima volta Stati Generali e Convention nazionale dell’Associazione Italiana Sommelier (AIS), confermando il ruolo centrale del vino italiano nel panorama economico e agroalimentare mondiale. Un settore che, secondo i dati ISMEA, nel 2025 ha generato un fatturato di circa 14 miliardi di euro, pari al 10% dell’intero comparto agroalimentare nazionale, con una produzione complessiva di 44,4 milioni di ettolitri.
Sicilia quarta regione produttrice
Nel quadro nazionale, la Sicilia si conferma tra i principali poli vitivinicoli italiani: nel 2025 ha prodotto oltre 2,6 milioni di ettolitri di vino, nonostante una flessione del 5,8% rispetto all’anno precedente, posizionandosi al quarto posto tra le regioni produttrici.
Sul podio nazionale si collocano il Veneto, con 12,4 milioni di ettolitri (28% della produzione totale), la Puglia con 8,4 milioni (19%) e l’Emilia-Romagna con 6,4 milioni (14%).
La filiera siciliana conta inoltre oltre 26.500 imprese viticole, di cui circa 15.300 dedicate ai vini a Indicazione Geografica, e più di 95.200 ettari di superficie vitata, a conferma di un comparto diffuso e strategico per l’economia regionale.
“Fare sistema” e investire sui giovani
Al centro dei lavori della Convention AIS il tema del “fare sistema” come chiave per affrontare le trasformazioni del mercato, i nuovi modelli di consumo e le esigenze delle nuove generazioni.
Il presidente AIS Italia, Sandro Camilli, ha sottolineato la necessità di un “raccordo etico tra chi produce, governa, vive i luoghi e forma”, evidenziando il ruolo dell’associazione come piattaforma di connessione tra filiera, istituzioni e territorio. “Divulgare una visione culturale del vino – ha affermato – significa elevarne la percezione e promuovere un consumo consapevole, garanzia per il futuro del settore”.
Cambiamento dei consumi e cultura del vino
Nel corso degli Stati Generali è emerso come il settore non stia vivendo una crisi, ma una trasformazione profonda nei linguaggi e nelle occasioni di consumo. Secondo il contributo del professor Vincenzo Russo (IULM), il vino oggi richiede nuove modalità narrative, più accessibili e coerenti con i pubblici contemporanei.
La Convention ha inoltre ricordato, nel centenario della nascita di Luigi Veronelli, il valore culturale del vino come patrimonio identitario e leva di sviluppo per i territori.
Giovani, scuola e sostenibilità
Un momento significativo è stato dedicato alla formazione con la consegna di cinque borse di studio da 2.500 euro ciascuna a istituti italiani impegnati in progetti di sostenibilità e rigenerazione territoriale. Tra questi anche l’ITET “Enrico De Nicola” di San Giovanni La Punta (Catania), con iniziative legate a vigneti e uliveti urbani come strumenti di inclusione e riqualificazione ambientale.
Puglia tra vino e territorio
L’evento ha dedicato spazio anche alla valorizzazione del territorio ospitante, con masterclass sui vitigni autoctoni pugliesi, itinerari culturali a Bari Vecchia e un percorso enoturistico in Valle d’Itria tra Alberobello e la Cantina Museo Albea.
Con la Convention di Bari, AIS ribadisce dunque il proprio ruolo di rete tra formazione, imprese e comunità locali, puntando a trasformare il cambiamento del settore in una leva di crescita culturale ed economica per l’intero Paese.