10/10/2012 04:27:34

Spese pazze all'Ars. La Guardia di Finanza interrogherà tutti i capigruppo

 I militari della Guardia di finanza si sono recati a palazzo dei Normanni e hanno acquisito ulteriori elementi rispetto alla documentazione già consegnata nei giorni scorsi dal presidente dell’Ars, Francesco Cascio (Pdl), e dal segretario generale, Giovanni Tomasello, al procuratore aggiunto Leonardo Agueci, titolare dell’indagine.
L’obiettivo degli investigatori è verificare i movimenti di denaro nei conti correnti dei gruppi e incrociare i dati con bilanci e ricevute di pagamento. Un lavoro complesso. I gruppi infatti sono associazioni di diritto privato e gestiscono in maniera autonoma i contributi che ricevono dal Parlamento senza dovere certificare o giustificare all’amministrazione le spese effettuate. Cascio e Tomasello, che stanno collaborando con la Procura fin dall’avvio dell’indagine conoscitiva, lo hanno spiegato ai magistrati, confermando che l’Ars si limita a trasferire i fondi pubblici ma non ha alcun potere di verifica sulla spesa.
Dall’ex Mpa, oggi Partito dei siciliani, tuttavia arriva la piena disponibilità a collaborare con gli inquirenti. “Non ho problemi a fornire gli estratti del conto corrente – dice il capogruppo degli autonomisti, Nicola D’Agostino – .Ma guido il gruppo da cinque mesi per cui ho la necessità di capire attraverso i nostri legali se posso consegnare anche la documentazione delle operazioni autorizzate da chi mi ha preceduto per evitare di commettere illegalità. Per quanto mi riguarda non ho problemi a fornire gli atti da me firmati”.
D’Agostino è subentrato lo scorso a maggio a Francesco Musotto che ha guidato il gruppo Mpa per gran parte della legislatura prima di passare al gruppo misto e poi all’Udc. Per i “portaborse” il Mpa, che conta 15 deputati, ha ricevuto nei cinque anni di legislatura circa 3 milioni di euro, altri 2,5 milioni li ha incassati sotto la voce “contributo unificato”.
Più consistenti i fondi assegnati a Pd e Pdl rappresentanti all’Ars da 25 e 17 deputati, seguono gli altri gruppi parlamentari: Grande Sud, Fli, Udc, Pid, Mps-Nuovo polo e quello Misto. Durante la visita a Palazzo dei Normanni i finanzieri hanno stabilito i primi contatti col tesoriere dell’Assemblea, l’ufficio da dove transitano pagamenti e trasferimenti verso i gruppi. Altri controlli saranno effettuati nelle prossime ore. Non sono previsti comunque blitz. La presidenza dell’Ars ha garantito massima collaborazione nel rispetto delle guarentigie istituzionali.

La prossima mossa della Finanza sarà adesso quella di interrogare tutti i deputati regionali che nel corso della XV legislatura hanno ricoperto la carica di capogruppo parlamentare per chiedere contributi sulla documentazione sui contributi ricevuti e sulle spese effettuate dai gruppi dal 2008 a oggi.
Agli investigatori è stato dato l’incarico di verificare i movimenti denaro nei conti correnti dei singoli gruppi e, poi, d’incrociare i dati con le ricevute di pagamento inscritte in bilancio.