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10/10/2012 04:55:16

I marinai di Mazara scarcerati a Bengasi. Il punto sui pescherecci sequestrai in Libia, Tunisia, Egitto

 Il sequestro è avvenuto a circa 40 miglia a nord di Bengasi (in acque internazionali ma ricadenti una zona protetta dalla Libia e che si estende fino a 74 miglia dalla costa) da una piccola vedetta con a bordo dei miliziani che avrebbero sparato una decina di colpi di arma da fuoco sulle fiancate dei motopesca.
Le due imbarcazioni "scortate" sono arrivate al porto di Bengasi alle 20 circa ed i marittimi sono stati sottoposti ad un interrogatorio preliminare dai miliziani
i quali poi nella notte avevano  condotto gli equipaggi nella casa circondariale di Kuefia; a bordo dei due pescherecci sono rimasti i direttori di macchine per tenere
accesi i motori delle imbarcazioni anche per preservare il pescato.

I marittimo sono stati scarcerati nel pomeriggio di ieri, dopo il pagamento di un'ammenda.  La scarcerazione è avvenuta dopo il pagamento, effettuato dal console italiano Guido De Santis, di una ammenda di 14 mila dinari pari a circa 8.400 euro.


L’equipaggio del motopesca "Giulia PG", 2partito da Mazara il 20 settembre, è composto dal comandante, nonché armatore, Mimmo Asaro, dal direttore di
macchine Vincenzo Palumbo, da due giovanotti di macchine Ebo Kounduah (ghanese) e Salvatore Castelli, dal nostromo Rachid Hamza (tunisino) e dai
marò Michele Ingrande e Kesraoui Mahsen (tunisino). L’equipaggio del motopesca "Daniela L", di cui è armatore il palermitano Cosimo Lo Nigro ma amministrata
dal mazarese Tonino Tardino, è composto dal comandante Antonino Cittadino, dal direttore di macchine Alberto De Santi, dal nostromo Sghaier Nasr
(tunisino), dai due giovanotti di macchine Tourahmi Samir (tunisino) e Rosario Grafato dal marò Sami Borgi (tunisino), dell’equipaggio fa parte un settimo
uomo, un immigrato.

GLI ALTRI SEQUESTRI. In questo momento altri due pescherecci mazaresi sono sequestrati sempre in due Paesi nordafricani, uno in Tunisia, si trova bloccato al porto di Sfax e l’altro in Egitto, al porto di Alessandria. Il «Twenty Four» si trova dal 14 settembre a Sfax in attesa di avere il via libera per il rilascio mentre il 3 ottobre il motopesca «Artemide» è stato fermato dalle autorità egiziane ed è trattenuto al porto di Alessandria.
Sembra  che si sia trovato un accordo fra la società armatrice del «Twenty Four», la «M.C.V. Pesca», e le autorità tunisine per il pagamento di un’ammenda
per la liberazione del motopesca.
Nel frattempo migliorano le condizioni del marittimo Santo Novara che si trova ricoverato nell’ospedale di Sfax a seguito di un infarto quando si trovava a bordo del peschereccio. 

30 MILIONI DI DANNI.   In trent`anni i danni materiali arrecati alla marineria mazarese dai sequestri di pescherecci da parte di Paesi terzi superano i 30 milioni di euro. Il dato è stato reso noto dal gruppo di studio del Distretto produttivo della pesca `Cosvap` al termine di un incontro svolto oggi a Mazara del Vallo in merito ai due pescherecci sequestrati dalle autorità libiche ieri. Durante la riunione è emerso inoltre che, sempre negli ultimi 30 anni, nella guerra del pesce si sono registrati tre morti tra i marittimi mazaresi, mentre i pescherecci mazaresi sequestrati sono stati 130 e di questi cinque sono stati confiscati. «Al danno economico - ha dichiarato Giovanni Tumbiolo, presidente del Distretto produttivo per la pesca Cosvap - si aggiunge il danno sociale e umano. Si tratta di vere e proprie tragedie per le famiglie e per la marineria che si trovano allo stremo delle forze. Lo Stato italiano e l`Europa negli ultimi tre decenni hanno sottovalutato il problema e hanno barattato gli interessi dei pescatori con quelli più redditizi delle grandi imprese multinazionali».

 



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