A seguito della decisione del Tar, pertanto, Guglielmo Anastasi e Pino Cordaro entrano in consiglio comunale. Prendono il posto di altri due consiglieri della maggioranza, e cioè di Gaspare Galfano (che a sua volta era subentrato alla dimissionaria Antonella Genna) e di Salvatore Accardi dell'Udc, anche lui rispescato in seguito alle dimissioni degli assessori nominati dal Sindaco Adamo in Giunta.
"Sono molto contento - dichiara Guglielmo Anastasi, ex assessore provinciale - perchè so di non aver rubato nulla e di essermi meritato il seggio, insieme all'amico Cordaro, perchè ho preso 600 voti. Ho subito un'ingiustizia dovuta a chi ha assegnato i seggi con un criterio assolutamente parziale, disattendendo le indicazioni della Regione e della stessa Prefettura di Trapani".
Adesso la sentenza, 2613/2012, sarà notificata al Comune di Marsala, ed il presidente del consiglio, Enzo Sturiano, procederà alla sostituzione dei consiglieri. "Spero di insediarmi in consiglio prima di Natale" commenta Anastasi.
Adesso gli esclusi, Galfano e Accardi, potrebbero anche presentare ricorso al Cga, organo di appello per le questioni amministrative in Sicilia, ma è difficile che lo faranno, perchè l'errore che c'era stato nell'attribuzione dei seggi era noto a tutti, e la sentenza del Tar era attesa da settimane. Tutto è nato con il ricorso al Tar Sicilia avverso la decisione della sezione centrale presieduta dal giudice Raimondo Genco che aveva escuso l'ingresso in Consiglio comunale della lista per mancato superamento dello «sbarramento» del 5 per cento dei voti. Interpretando in senso restrittivo una legge elettoralepiuttosto complicata.
All'indomani delle elezioni, però, quando le difficoltà interpretative misero in grave difficoltà parecchie sezioni centrali dei Comuni siciliani in cui si è votato, gli uffici regionali preposti fornirono subito un'interpretazione «autentica» in base alla quale, invece, la lista Forza Marsala superava il 5 per cento. Ed è proprio su questa interpretazione che hanno fatto leva i legali della lista esclusa per ribaltare le sorti.